Racconto di un naufragio: Miceli e Picciolini salvati mentre cercano il recordTempo di lettura: 3'

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Il tentativo di record di traversata atlantica è fallito per una scuffia. I velisti Miceli e Picciolini sono stati salvati dal naufragio

di Andrea Falcon

Racconto di un naufragio: Miceli e Picciolini salvati mentre cercano il record
Sopra, il catamarano rovesciato con i due naufraghi seduti sugli scafi, avvistato dal cargo polacco Delia. Sotto, a sinistra Tullio Picciolini con il telefono satellitare e, a destra, Matteo Miceli.
Matteo Miceli e Tullio Picciolini hanno scuffiato in mezzo all’Oceano Atlantico, quando si trovavano in mezzo al nulla. Erano a più di 1000 miglia dalle coste più vicine, con un catamarano sportivo (non abitabile) di appena sei metri. A bordo di Biondina Nera stavano tentando di stabilire il nuovo record di traversata in doppio per questa categoria di barche sulla rotta ufficiale da Dakar (Senegal, Africa) a Guadalupa (Caraibi). Il primato da migliorare sulla distanza di 2545 miglia teoriche era di 11 giorni e 11 ore, fatto registrare nel 2007 dai francesi Yves Moreau e Benoit Lequin (che a loro volta avevano fatto meglio del tempo di 13 giorni e 13 ore realizzato nel 2005 dallo stesso Miceli, in quell’occasione con Andrea Gancia, sempre su Biondina Nera).

Una partenza tranquilla

Partiti da Dakar con una condizione meteo impegnativa, ma favorevole, Miceli e Picciolini stavano tenendo un’ottima media di 10,5 nodi di velocità, che gli avrebbe permesso di stabilire il nuovo record. “Non stavamo spingendo oltre i nostri limiti”, racconta Miceli. “Il primato era alla nostra portata e dopo quattro giorni dalla partenza sapevamo di avere accumulato un enorme vantaggio sulla tabella di marcia di riferimento dei francesi”. Purtroppo, al sesto giorno di navigazione è avvenuto il fattaccio.

Il racconto del naufragio

“Erano le 4 del mattino ed era buio”, racconta Picciolini. “Ero al timone e sentivo solo il rumore del vento e delle onde. Navigavamo tranquilli, quando in due minuti il vento è girato ed è arrivata all’improvviso una serie di onde alte quattro metri che ha investito la barca al traverso. Abbiamo deciso di ridurre la velatura, ma non abbiamo fatto in tempo. Biondina Nera ha scuffiato e si è rotto l’albero”.

Miceli e Picciolini rinunciano al record

Proprio la rottura dell’albero ha messo fine alla traversata di Miceli e Picciolini. I due velisti già due giorni prima avevano scuffiato, ma erano riusciti a raddrizzare la barca. Questa volta, però, senza l’appoggio dell’albero sull’acqua, il catamarano si è ribaltato del tutto e così è rimasto. Questo, nonostante i due velisti abbiano provato a raddrizzarlo con la speranza di armare poi un piano velico di fortuna per raggiungere terra. Invece, hanno dovuto lanciare il mayday, sono stati recuperati da una nave cargo polacca e hanno dovuto tristemente abbandonare Biondina Nera. Miceli e Picciolini non hanno mai rischiato la vita. La loro traversata era stata organizzata meticolosamente ai fini della sicurezza.
Racconto di un naufragio: Miceli e Picciolini salvati mentre cercano il record
Biondina Nera era assolutamente inaffondabile ed erano seguiti da un team preparato all’emergenza, coordinato con la Guardia Costiera. L’abbigliamento ero quello della Musto usato dai velisti della Volvo Ocean Race che gli ha fatto conservare una forma psico-fisica perfetta; tra le dotazioni avevano un telefono satellitare portatile di Intermatica che gli ha permesso facilmente di comunicare con il team a terra.

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