Il segreto di Nauta Design: Mario Pedol e Massimo Gino tra forma e funzioneTempo di lettura: 4'

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Sintonia perfetta tra forma, o bellezza, e funzione e contatto con la natura (“il vero lusso di stare in mare”). Ecco il segreto di Nauta Design spiegato dai fondatori Mario Pedol e Massimo Gino

Il segreto di Nauta Design: Mario Pedol e Massimo Gino tra forma e funzione
Navigare vuol dire stare a contatto con la natura. “Saper scegliere le priorità nella spirale del progetto vale per ogni tipo di prodotto. Parti da idee molto generiche e poi, piano piano, vai ad approfondire, ad analizzare tutte le interconnessioni. In questa continua analisi devi saper scegliere i punti di forza del tuo progetto, che valgono più degli altri, e cosa invece devi modificare”. Per Mario Pedol, che con Massimo Gino giusto 30 anni fa ha fondato Nauta Design, il percorso progettuale è sempre lo stesso. Che sia di uno yacht o di qualsiasi altro oggetto.

“Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con Renzo Piano”, prosegue Pedol, “nel progetto del suo Kiribilli (un Nauta/Reichel Pugh ‘72 varato nel 2007, ndr). Abbiamo visto che, anche nella grande architettura, lo schema e la procedura sono sempre gli stessi”.

Il segreto di Nauta Design: Mario Pedol e Massimo Gino tra forma e funzione

Le origini di Nauta Design

Un percorso quello dello studio milanese con una partenza inusuale: “Dal 1989 al 1992-1993, oltre a progettare, costruivamo quanto avevamo disegnato. E questo ci ha fornito un bagaglio di esperienze e conoscenze che fanno la differenza. Sappiamo perfettamente ciò che si può realizzare e quello che è bello solo sulla carta”.
Già, la carta. Perché 30 anni fa un progetto nasceva proprio sulla carta e ogni linea tracciata con la china era complicata da modificare.

“Oggi basta un click con il mouse. I moderni strumenti di progettazione hanno cambiato tutto e democratizzato il mercato. Con l’informatica ci sono certo più vantaggi che svantaggi. A fare la differenza restano comunque la capacità di scegliere le priorità, di interpretare le tendenze. E poi l’intelligenza progettuale, il mercato e la propria cultura. E la sensibilità nel riconoscere e scegliere il meglio dal punto di vista estetico e dell’equilibrio tra funzione e forma. Cosa che un computer non sa fare”.

Sopra, Massimo Gino e Mario Pedol con due giovani collaboratori.
Il segreto di Nauta Design: Mario Pedol e Massimo Gino tra forma e funzione

Il disegno, il rendering e la realizzazione delle consolles del timone del Baltic 115’ Nikata.

Equilibrio e forma nel Baltic 115′ Nikata

Una sensibilità che, solo per fare un esempio, ha meritato a Nikata, Baltic 115’ firmato da Judel Vrolijk per le linee d’acqua e, per general concept, exterior e interior design dallo studio Nauta, i massimi riconoscimenti internazionali. “Nikata” spiega Pedol, “è la dimostrazione di cosa si può fare usando i nuovi materiali per realizzare uno yacht a vela da crociera. Nella traversata dell’Atlantico ha toccato, a pieno carico, i 29 nodi”.

Un mondo quello della vela con moltissimi progetti one off. Ma anche con imbarcazioni di serie, che ha consentito a Nauta Design un approccio innovativo nell’affrontare il motore. “Non avevamo preconcetti e abbiamo approcciato il tema in maniera libera. Abbiamo proposto un diverso lifestyle a bordo reso possibile dal massimo contatto interno-esterno in termini di connessione tra gli spazi, di qualità delle trasparenze. Puntando al minor impatto visivo dello yacht nell’ambiente in cui si muove”.

Project Light

Il risultato è stato Project Light, l’80 metri di Fincantieri che nel 2006 segna una svolta nell’intero settore. “Una vera e propria tendenza di cui siamo stati gli apripista”.

Una tendenza che punta a migliorare il rapporto interno ed esterno. E che si ritrova nell’innovativa serie Sense di Beneteau così come, nel motore, nella serie Nauta Air del Cantiere delle Marche. “Il nuovo Nauta Air 108 in soli 33 metri e tre ponti dimostra che si può lavorare in quella direzione e che si può davvero entrare in contatto con la natura. Che poi è il grande lusso del tempo speso in mare”.

Il Nauta Air 108 Narvalo

A vele spiegate

Allo stesso modo nella vela l’obiettivo di Nauta Design è quello di crescere di dimensioni conservando le caratteristiche di una vera barca a vela. “Stiamo lavorando su un over 70 metri. Un progetto dai contenuti di design molto forti e dagli obiettivi molto ambiziosi dove però il gioco sarà quello di sempre.  Far vivere assieme forma e funzione.

Penso che sia uno dei fattori chiave del nostro successo: nessuno dei due prevale mai sull’altro. È da questa miscela che viene la qualità. Ma, devo confessarlo. Davanti al foglio bianco di un nuovo progetto la cosa tra forma e funzione che mi passa per la mente per prima, ma di un nulla, è la forma: che sia una barca bella”.

In alto il Baltic 130. Sotto il Nauta 94m Project Air.

 

Top Yacht Design

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