Come organizzare la barca? Rispondono Alberto Barovier, Stefano Rizzi e Mauro PelaschierTempo di lettura: 5'

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Come organizzare la barca? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Barovier, Stefano Rizzi e Mauro Pelaschier

di Alberto Cossu
Alberto Barovier prua Stefano Rizzi organizzare la barca Mauro Pelaschier pozzetto
Sono i tre famosi velisti, che ci raccontano come organizzare Prua, Centro, Pozzetto.
Abbiamo diviso in tre una “barca simbolo” segnalandovi Attrezzatura, Soluzioni e Manovre necessarie per farvi trascorrere una crociera più comoda.

Prua

Alberto Barovier la vuole organizzata e attrezzata per manovrare con facilità anche in condizioni difficili.

Alberto Barovier, una vita da prodiere
Alberto Barovier una vita da prodiere
Veneziano di nascita, Alberto Barovier è uno dei prodieri più forti al mondo. Oltre a una quantità imprecisata tra titoli mondiali, europei e italiani, Alberto è stato protagonista negli ultimi 10 anni in Coppa America con Luna Rossa, Mascalzone Latino e infine con BMW Oracle. Con BMW Alberto si è aggiudicato l’ambito trofeo sul maxi trimarano. Alberto ama anche la crociera, soprattutto sulla barca di famiglia in Grecia.

La prua di Alberto Barovier

“La prua di una barca da crociera deve essere forse più organizzata di una barca da regata. In vacanza non si hanno a disposizione energumeni pronti a manovrare rapidamente, quindi ogni manovra deve essere leggera e facile, soprattutto in caso di vento forte”.
Se in un equipaggio da regata il ruolo del prodiere spesso è quello più sacrificato e anche quello più rispettato, c’è un motivo. A prua si organizzano le manovre e bisogna farlo in totale autonomia, dato che si è lontani dal resto dell’equipaggio e dal timoniere. Questo semplice concetto deve essere riportato anche durante una crociera tranquillissima, anche se solo con la propria moglie o fidanzata. La prua di qualsiasi barca deve essere infatti organizzata in modo che cambiare una vela o semplicemente andare a levare l’ancora sia semplice e immediato. Sia in condizioni di vento forte sia in condizioni di vento leggero. Non bisogna scivolare, quindi attenzione al grip della coperta, ci devono essere punti di appiglio in modo da tenersi bene e fare che anche un piccolo problema come una drizza che scappa in testa o l’emergenza di salire in cima all’albero non diventi una tragedia.

Centro

A centro barca si svolge gran parte della vita di crociera e si ha il cuore delle manovre di bordo. Stefano Rizzi la organizza in modo che tutto “fili liscio”.

Stefano Rizzi dall’Oceano alla Coppa America
Stefano Rizzi dall’Oceano alla Coppa America
Di velisti italiani con l’esperienza di Stefano Rizzi ce ne sono pochi. Ha regatato ovunque, vincendo su ogni tipo di barca, dalla Coppa America al giro del mondo, su Brooksfield, Amer Sport e il maxi catamarano Club Med. È riconosciuto come uno dei migliori tailer in circolazione e gran parte della sua vita in mare è a centro barca.

Il centro della barca secondo Stefano Rizzi

Su una barca da crociera secondo Stefano quello che conta di più sono la sicurezza e la facilità di manovra. Tutto deve essere pensato per facilitare il compito di chi lavora e anche di chi è al timone. Bisogna conoscere bene la barca ed essere sicuri che funzioni tutto. Mai prendere il largo se la barca non è pronta, e prima di salpare bisogna verificare sempre che ogni cosa giri al meglio.
Lo spazio più vissuto in crociera, il luogo dove si pronuncia la classica frase: “già che sei lì…”: questo è il centro barca. Tra drizze, tuga e qualche winch è la zona di coperta dove spesso iniziano le manovre e si partecipa alle attività di bordo. Durante le regate il ruolo del drizzista viene anche soprannominato “tastierista” perchè deve muovere le mani rapidamente e in maniera perfetta. In crociera le manovre e i ritmi sono diversi, ma come al solito più tutto è semplificato più la navigazione e ogni situazione diventano “comode”. Prevedete la possibilità di rinviare le drizze su più winch e che le linee di sforzo siano corrette in modo da non rovinare le attrezzature come bozzelli e stopper. Se una manovra è troppo dura, pensate a parancarla correttamente, per esempio la drizza della randa più è leggera sotto carico, più è semplice da manovrare in emergenza.

Pozzetto

Secondo Mauro Pelaschier in crociera tutto deve essere semplice e facile da usare. Insieme a progettisti e velai si possono trovare soluzioni per rendere una barca comoda in ogni situazione. Una manovra in meno è un pensiero in meno…

Mauro Pelaschier il Re della vita in pozzetto
Mauro Pelaschier il Re della vita in pozzetto
Probabilmente è lo skipper più famoso d’Italia ancora oggi in attività. Riassumere cosa ha fatto Mauro nella sua carriera in poche righe è impossibile. Diventa famoso anche per “la casalinga di Voghera” nel 1983 al timone di Azzurra, ha partecipato a due Olimpiadi con il Finn e ancora oggi continua a divertirsi e a vincere sui più importanti campi di regata internazionali.

Il pozzetto con Mauro Pelaschier

Mauro è abituato a stare dietro alla ruota del timone, ma per lui una barca non ha segreti. I concetti della sua barca ideale si ritrovano sull’AA38, scafo di cui ha seguito la progettazione e la realizzazione. Il pozzetto è il cuore della navigazione. Riparato dalle intemperie con una tuga importante e tutte le manovre rinviate in modo che anche in due tutto sia sempre a portata di mano. Il timoniere vede perfettamente tutta la barca in ogni andatura e quando si è fermi in rada non ci sono ostacoli tra la dinette, il pozzetto e il mare aperto.
Semplice e facile. Queste due parole sintetizzano il concetto di Mauro Pelaschier per una barca da crociera. Quando si è in vacanza tutte le manovre devono essere limitate all’essenziale, in modo che anche con poche persone di equipaggio e senza per forza essere degli skipper professionisti si possa navigare sempre e in sicurezza. In crociera si possono eliminare molte regolazioni, come il carrello della scotta randa e addirittura quello del fiocco, e navigare senza problemi. Quando si è alla ricerca di una barca nuova bisogna sempre pensare all’utilizzo che se ne farà. Se con 30 nodi si rimane in porto e con 5 si accende il motore meglio far prevalere attrezzature che rendano la navigazione più comoda.
 

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