Scopri quando cambiare (o rimettere in forma) la tua vela da crocieraTempo di lettura: 6'

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Le vele sono il motore della barca. Ma molti armatori spendono più soldi per i gadget di bordo che per un set di vele nuove. Vi spieghiamo quando quando è il momento di cambiare la vela

di Alberto Cossu
Le vele sono il motore della barca. Ma spesso la voglia di comodità in crociera porta molti armatori a spendere più soldi per i gadget di bordo che per un set di vele nuove. Non voglio criticare la scelta. Ma forse è bene pensare alle vele non come qualcosa di “accessorio” alla barca, ma come qualcosa di “fondamentale”. Una vela da crociera in ordine, disegnata bene e con il giusto materiale, permette di navigare meglio, in totale sicurezza. Soprattutto fa rendere la barca per come è stata disegnata. Una vela in ordine significa poter navigare anche con le brezze leggere, arrivare prima alla meta; porto o baia che sia.

LE VELE DURANO, MA BISOGNA CURARLE BENE

La durata di una vela è vero, non è infinita, ma con qualche accortezza in più può essere incrementata la sua vita naturale. Considerate che su una barca da crociera ogni vela è molto più “sollecitata” rispetto a quella di una barca da regata. In vacanza infatti, non si ha a disposizione un equipaggio di otto persone che si dedicano alla cura e messa in ordine delle attrezzature. Per di più su una barca da crociera, nel 90 per cento dei casi le vele rimangono armate (e chiuse) per gran parte dell’anno.

Inizia la manutenzione della vela da crociera in banchina

Per evitare che dopo pochi anni la vela sia da buttare, fate manutenzione in banchina. Copritele sempre per proteggerle dai raggi ultravioletti e non piegatele sempre allo stesso modo. Se potete, disarmatele completamente durante l’inverno, così potrete fare un controllo generale dell’attrezzatura. Lavatele semplicemente con acqua e sapone e ripiegatele solo quando sono asciutte. Ovviamente vanno anche utilizzate bene, quindi evitate di “stracazzare” drizze e meoli quando non è necessario! Una volta rientrati in porto, ricordate di mollare la tensione sulle manovre. E adesso, entriamo nello specifico.
Scopri quando cambiare (o rimettere in forma) la tua vela da crociera

“Troppi armatori trascurano il vero motore della propria barca, la randa e il genoa. Eppure una vela efficiente permette di navigare meglio, più comodi e sicuri. In questo servizio vi forniamo tutti i consigli utili per capire se la vostra vela ha bisogno di fare una revisione o è arrivato il momento di cambiarla. E se la dovete sostituire, quale tipo di scelta dovete affrontare e a chi potete rivolgervi”

La randa e i suoi segreti

Come usarla bene e curarla, qual’è la migliore per la crociera, cosa fare se qualcosa che non va

LA SCELTA GIUSTA

Nel tempo è più frequente la sostituzione di una vela di prua piuttosto che della randa. Questo per diversi motivi, legati soprattutto allo sforzo e alla tipologia di carichi che le vele sostengono. Questo concetto è utile per capire quanto è fondamentale avere una buona randa da crociera. Prima di pensare al materiale e al taglio, bisogna avere ben chiaro il tipo di navigazione che si effettua e con che equipaggio, così come il tipo di barca, e non ultimo vanno analizzate obbiettivamente le proprie capacità e quanto si ha voglia di regolare la vela anche in crociera. Il materiale è una seconda scelta, influente sulle prestazioni, sulla durata della forma e infine anche sul portafoglio. Il Dacron, utilizzato per la gran parte delle barche standard da crociera non è un materiale di serie B. I suoi punti di forza sono la resistenza del tessuto e il prezzo abbordabile, mentre i punti deboli sono la scarsa tenuta della forma e il peso. Una volta individuata la tipologia e il tessuto viene il momento di discutere della forma.

DI CHE TIPO?

Per la crociera la randa Full Batten con carrelli a sfere è la scelta migliore. Ha le stecche che corrono lungo tutta la vela fino all’albero. Quest’ultimo è dotato di carrelli, che sono montati su una rotaia (ma possono correre anche nell’inferitura dell’albero). Le rande full batten sono comode perchè possono essere issate o ammainate con facilità. Mentre le stecche sostanzialmente contribuiscono a creare un’ossatura rigida alla vela, permettendo una minor deformazione della vela sotto carico. Insomma, la randa full batten è l’ideale per chi vuole apprezzare la navigazione a vela, con grande facilità di regolazione e di manovra.

I DETTAGLI IMPORTANTI

Come deve essere una randa? La forma ovviamente viene scelta insieme al velaio con un allunamento proporzionato in modo che lo sbandamento sia corretto e non eccessivo. La profondità della vela deve essere di conseguenza corretta, così che con poco vento la spinta non manchi e che con tanto invece non si debba ridurre la tela in anticipo. Tra i rinforzi conviene far applicare la tasca delle stecche sopra la vela in modo che se si rompe o si strappa la tasca, il tessuto non viene intaccato e la riparazione è più semplice. Verificate che la penna, per ogni mano di terzaroli, arrivi in corrispondenza delle crocette, in modo da non caricare l’albero in punti deboli.

Il genoa e i suoi segreti

La vela di prua è continuamente sollecitata, e necessita attenzioni particolari. I rinforzi e le protezioni sono fondamentali
Scopri quando cambiare (o rimettere in forma) la tua vela da crociera

LA SCELTA GIUSTA

Il genoa deve essere pensato in maniera completamente differente dalla randa. Su una barca da crociera, è rollato sull’avvolgifiocco. Quindi la sua forma e il suo taglio è già condizionato dall’utilizzo dell’avvolgitore. Partendo dal presupposto che la vela di prua parzialmente avvolta lavora male e si indebolisce, il consiglio è quello di organizzare il piano velico con un genoa più piccolo.

Pro e contro di un genoa piccolo

Tale forma, sarà penalizzante sicuramente in navigazione con arie molto leggere di bolina e anche al lasco, ma i benefici sono molteplici. Il primo è la facilità di manovra; una vela più piccola permette di virare senza troppa fatica anche se ai winch c’è un ospite alle prime armi. Un secondo vantaggio è quello di ritardare la riduzione della vela con l’incremento del vento, potendo così navigare con una vela a prua con la forma corretta e più piatta. Ovviamente un disegno del genere vi porta a utilizzare più frequentemente un gennaker o una vela tipo Code Zero per navigare ad andature più larghe.

DI CHE TIPO?

Il genoa soffre particolarmente sulla base e sulla balumina. Sulla base perchè sfrega continuamente sulle draglie, sulla balumina perchè può toccare le sartie e perchè rimane sempre esposta al sole, anche quando la vela è avvolta. Per questo motivo quando ordinate un genoa al velaio pretendete rinforzi opportuni in queste zone e bande anti UV generose. Il genoa dovrebbe essere disegnato con dei rinforzi, in modo da lavorare correttamente anche quando è parzialmente avvolto. Il velaio potrà essere abbastanza preciso, ma è vostra cura ridurlo, diminuendo la superficie esposta al vento correttamente, secondo il taglio della vela.

I DETTAGLI IMPORTANTI

Le bande anti UV sono fondamentali per proteggere la vela quando è avvolta, il velaio, deve prevederne la giusta quantità, ma voi dovete fare attenzione ad avvolgere la vela in modo che la banda copra lungo tutta l’altezza della vela. Ricordate che la vela di prua è quella che con vento forte fa sbandare la barca, quindi per navigare più comodi è meglio richiedere una forma più piatta possibile. Per mantenere la vela “magra” nel tempo i tessuti più indicati sono laminati, con kevlar, dyneema ecc. il tessuto come il Dacron, essendo molto più elastico tende a perdere la forma più rapidamente.

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