La randa e i suoi segreti: scelta, problemi, manutenzioneTempo di lettura: 5'

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Come usarla bene e curarla, qual è la randa migliore per la crociera, cosa sapere per la scelta e la manutenzione e i principali problemi

La randa e i suoi segreti: scelta, problemi, manutenzione

Nel tempo è più frequente la sostituzione di una vela di prua piuttosto che della randa. Questo per diversi motivi, legati soprattutto allo sforzo e alla tiptologia di carichi che le vele sostengono. Questo concetto è utile per capire quanto è fondamentale avere una buona randa da crociera. Prima di pensare al materiale e al taglio, bisogna avere ben chiaro il tipo di navigazione che si effettua e con che equipaggio. E  poi come il tipo di barca.

Valutare le proprie capacità

Non ultimo vanno analizzate obbiettivamente le proprie capacità e quanto si ha voglia di regolare la vela anche in crociera. Il materiale è una seconda scelta, influente sulle prestazioni, sulla durata della forma e infine anche sul portafoglio. Il Dacron, utilizzato per la gran parte delle barche standard da crociera non è un materiale di serie B. I suoi punti di forza sono la resistenza del tessuto e il prezzo abbordabile, mentre i punti deboli sono la scarsa tenuta della forma e il peso. Una volta individuata la tipologia e il tessuto viene il momento di discutere della forma.

DI CHE TIPO?

Per la crociera la randa Full Batten con carrelli a sfere è la scelta migliore. Ha le stecche che corrono lungo tutta la vela fino all’albero. Quest’ultimo è dotato di carrelli, che sono montati su una rotaia (ma possono correre anche nell’inferitura dell’albero). Le rande full batten sono comode perchè possono essere issate o ammainate con facilità. Mentre le stecche sostanzialmente contribuiscono a creare un’ossatura rigida alla vela, permettendo una minor deformazione della vela sotto carico. Insomma, la randa full batten è l’ideale per chi vuole apprezzare la navigazione a vela, con grande facilità di regolazione e di manovra.

I DETTAGLI IMPORTANTI

Come deve essere una randa? La forma ovviamente viene scelta insieme al velaio con un allunamento proporzionato in modo che lo sbandamento sia corretto e non eccessivo. La profondità della vela deve essere di conseguenza corretta, così che con poco vento la spinta non manchi e che con tanto invece non si debba ridurre la tela in anticipo. Tra i rinforzi conviene far applicare la tasca delle stecche sopra la vela in modo che se si rompe o si strappa la tasca, il tessuto non viene intaccato e la riparazione è più semplice. Verificate che la penna, per ogni mano di terzaroli, arrivi in corrispondenza delle crocette, in modo da non caricare l’albero in punti deboli.

cosa controllare, e come capire quando la randa è “cotta”

LA RANDA AVVOLGIBILE FA FATICA A ENTRARE NELL’ALBERO

Perchè? Succede perchè la vela si è deformata, ha più pancia e avvolgendosi fa delle grinze più larghe.

Cosa comporta? Difficoltà di manovra sia in caso di apertura sia di chiusura della randa. Potrebbe rivelarsi fatale in caso di riduzione con vento forte.

Soluzione: La vela ha troppo grasso, rifilare il giro d’albero non sempre serve. Se la situazione è insostenibile dovete andare dal velaio per una randa nuova.

LA BALUMINA SBATTE CONTINUAMENTE

Perchè? Sulla caduta poppiera della vela, balumina, corre un cavo, il meolo, che serve per dare più o meno tensione lungo tutto il bordo. d’uscita. Potrebbe essere rotto o il sistema che lo blocca non lavora bene.

Cosa comporta? Regolazione della vela non corretta, in più fa sbattere il tessuto, indebolendo la struttura e le cuciture.

Soluzione: Un lavoro abbastanza semplice per il velaio, basta sostituire il cavo interno e controllare gli strozzatori che lo fissano.

MANCA LA FORMA, GRASSO ECCESSIVO

Perchè? Le vele ovviamente si sformano nel tempo, quelle in dacron lo fanno prima rispetto a quelle in laminato. Il tessuto è elastico e con la forza del vento si “allarga” perchè le fibre si allungano sotto sforzo.

Cosa comporta? Aumenta lo sbandamento, diminuisce la possibilità di stringere il vento, e se la regolazione non è precisa, con arie leggere aumenta lo scarroccio.

Soluzione: Se dopo 6/7 anni notate che il grasso è eccessivo e la randa è troppo panciuta, non ci si può fare più nulla, un intervento del velaio non sarà sufficiente per farla tornare come nuova. Bisogna, ahimè, cambiarla

La randa e i suoi segreti: scelta, problemi, manutenzione

LA RANDA SI È STRAPPATA

Perché? Una vela si rompe per una manovra eseguita male, perchè il tessuto è “cotto” o le cuciture hanno ceduto.

Cosa comporta? Se non è possibile mettere una toppa, si ammaina e si torna a casa…

Soluzione: Se lo strappo è molto grande è inutile mettere delle toppe provvisorie in navigazione, se si tratta di un buco piccolo si può provare, ma sicuramente avete bisogno di un velaio. Invece se ha ceduto il tessuto valutate seriamente di cambiare vela… almeno il pannello in cui si è strappata. Se si è rotta una cucitura il lavoro del velaio è ovviamente più semplice, deve semplicemente riassemblare il pannello.

LUNGA VITA ALLA RANDA IN 4 MOSSE

1 Controllare le manovre

Dopo ogni uscita in mare ricordatevi di allentare tutte le manovre come base randa, meolo ed eventuale cunningham, è inutile tenere la vela sotto stress.

2 Piegarla nel modo giusto

Le vele devono essere piegate “a caso”. Cercate di alternare sempre le pieghe e non seguire quelle che sono segnate sul tessuto.

Si rischia di indebolire la fibra lungo quella linea di piega.

3 Proteggerla bene dal sole

Il sole è il principale nemico delle fibre e delle colle. Proteggete sempre accuratamente la vostra randa con un lazy bag e se potete durante l’inverno disarmatela completamente.

4 La manutenzione invernale

Finita la stagione è bene disarmare completamente la randa, è l’unico momento in cui potete fare un check generale dell’attrezzatura. Se avete la randa steccata, allentate la tensione delle stecche.

Top Yacht Design

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