Palermo-Montecarlo: la regata di Davide Besana tra vela e vinoTempo di lettura: 3'

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Il racconto di Davide Besana della Palermo-Montecarlo, regata vissuta come skipper del mitico 16 metri che fece il giro del mondo nel 1981-’82

di Davide Besana

Sono passati pochi minuti dalla partenza da Palermo e la cuoca Gemma solleva il morale dell’equipaggio servendo il vino.
 
Brava Catherine Chabaud, la navigatrice solitaria francese, che si è conquistata un posto sul podio portando a bordo del suo Made in Love il figlio di tre anni. Ha avuto il coraggio di lasciare a sinistra la Corsica, guadagnando mezza giornata sul gruppo (e non è stata fortuna). Bravi anche i ragazzi di Enoch, la barca dei “diversabili”, che hanno scelto la stessa rotta e sono finiti quinti fra i dieci che regatavano in ORC, dimostrando il valore dell’equipaggio condotto da Maurizio d’Amico. La sesta edizione della Palermo-Montecarlo è stata una gran regata, con vento leggero e sostenuto, di poppa e di prua, e un bel po’ di decisioni da prendere.

I risultati della Palermo-Montecarlo

L’ha presa giusta Igor Simcic con il suo Esimit, che la “banda Favini” ha imparato a gestire al meglio. Oltre a un prevedibile primo posto in tempo reale, ha portato a casa il nuovo record e la vittoria in tempo compensato IRC. Sempre in IRC, tra i comuni mortali, è arrivato secondo Give me Five, con al timone Mauro Pelaschier, appassionato di questa regata che disputa tutti gli anni “È la più bella lunga del Mediterraneo, con un percorso di quasi 500 miglia e con scelte importanti da prendere. Poi, c’è un’accoglienza straordinaria alla partenza e all’arrivo”. La sintesi del “Grande Vecchio” spiega il successo di una regata che sta crescendo come numero di partecipanti e di livello. “Lo scorso anno ho vinto, questa volta sono solo settimo”, afferma modestamente Gabriele Bruni, a bordo del velocissimo MAN, omettendo la vittoria in ORC.

La nostra regata sul vecchio Rolly Go

Non so se mettere fra i bravi o fra i simpatici noi del vecchio Rolly Go, che ho avuto il piacere di timonare. Abbiamo fatto di tutto per far trottare la vecchia gloria di Capo Horn. Ma nel frattempo l’abbiamo caricata anche di delicati calici Spigelau (rotti solo due!) e di vino di cinque produttori siciliani appassionati di vela. Tutto per organizzare a Monaco una grande degustazione a uso di velisti ed esperti. Abbiamo dimostrato non solo la bontà del prodotto, ma anche che un trasporto ecosostenibile come quello eolico non lo danneggia. Anzi, Giuseppe Tasca sostiene che un po’ di coccole gli fanno bene.

Piccoli lussi

Per restare in tema gastronomico, ci siamo permessi il lusso di una cuoca modella che ci ha servito tre volte al giorno piatti eccezionali, mai due volte gli stessi, qualunque fosse l’andatura. Ci ha fatto dimenticare quanto sia difficile navigare di bolina con un genoa che ha attraversato cinque oceani quando il muro di Berlino era ancora in piedi.
 
 

Rolly Go è un 16 metri del 1979, progettato da German Frers. 

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