Frullone per la vela, il vostro aiutante con poco vento. Come sceglierloTempo di lettura: 6'

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Con poco vento preferite accendere il motore? Le leggere brezze estive vi snervano? Vorreste andare sempre a vela ma non riuscite a sfruttare i refoli d’aria? Con i moderni frulloni potete armare delle vele di prua che vi fanno stringere il vento leggero e andare pure di poppa

di Alberto Cossu
frullone vela vento
I moderni frulloni sono ideali per chi naviga nel Mediterraneo anche con poco equipaggio. Infatti vi permettono di sfruttare ogni brezza.
Lungo le coste italiane, in agosto, l’intensità media del vento è di circa 7,3 nodi. Questo è un dato di fatto. Come fare per poterli sfruttare tutti? A molti sarà capitato: salpate con la barca appesantita, iper attrezzata per la crociera. Uscite dal porto e vi trovate con sola randa e genoa a cercare di sfruttare ogni refolo d’aria, ma non riuscite a muovervi…

COSA FARE QUANDO IL VENTO SCARSEGGIA

Bisognerebbe armare la vela giusta come un gennaker o un Code Zero. Sono vele che si stanno evolvendo tantissimo, particolarmente leggere e soprattutto avvolgibili, grazie ai moderni frulloni che ne semplificano le manovre. Questi sistemi sono degli avvolgitori a basso profilo, simili a dei rollafiocchi, ma con un circuito chiuso per la cima di recupero. Sono facili da armare e ormai costano poco. Ma come mai si stanno diffondendo così tanto? Per capire i vantaggi di questi sistemi, e delle vele con cui si utilizzano, bisogna risalire a qualche anno fa. Quando per la crociera si utilizzava solo spinnaker.

Gli svantaggi dello spinnaker

È una vela complicata da portare senza un equipaggio esperto. Per utilizzarla servono tante manovre come il tangone, il caricabasso, l’amantiglio, i bracci, le scotte ecc. Senza dimenticare poi che, in crociera, ci vuole anche lo spazio per stivare tutta l’attrezzatura. Dallo spinnaker è arrivata poi la moda del gennaker con calza, ancora utilizzato, ma che in condizioni di vento forte può causare dei problemi in manovra. Finalmente oggi è il momento delle “Flying Sails”.

L’EVOLUZIONE: LE “FLYING SAILS”

Sono quelle vele che vanno dal gennaker al Code Zero, completamente avvolgibili e manovrabili anche con poche persone d’equipaggio. I sistemi che ne permettono l’avvolgimento sono stati utilizzati e testati per anni dai navigatori solitari, che preferivano una vela avvolgibile tipo Code Zero o gennaker, più semplice da gestire rispetto a uno spinnaker. La famiglia di “Flying Sails” per essere avvolte necessitano di un’attrezzatura particolare. Ma prima di entrare nel merito al tipo di frullone che serve per utilizzarle, bisogna capire meglio che tipo di vele sono e quando servono.

Frulloni per il gennaker 

Il gennaker è una vela asimmetrica con i tre bordi liberi. Viene realizzata in tessuto di nylon e, data la sua forma particolarmente grassa, è ideale per andature piuttosto larghe. Ma in condizioni di arie leggere può essere usata anche per risalire un po’ il vento. Semplice da usare, si manovra come un genoa. Al momento esistono solamente due aziende che realizzano dei frulloni per avvolgere i gennaker: la Bamar con il RollGen e la Facnor con l’AsymFix.

La seconda famiglia di vele: i Code Zero

I Code Zero stanno diventando il vero compromesso per la crociera, vanno abbastanza bene per le andature larghe, data la loro grande superficie. In caso di venti leggeri, hanno una forma tale che permette di risalire il vento fino a 50/60° all’apparente. Sono tutte rollabili e infierite in un cavo antitorsione di materiale molto resistente e a bassissmo allungamento. Il loro tessuto varia dal nylon al laminato. Rispetto al gennaker sono più “magre” e hanno un ingresso di prua più piatto e con più tensione, elemento fondamentale per poter stringere al vento.

L’ATTREZZATURA PER LE “FLYING SAILS”

Il frullone è fondamentale per una vela avvolgibile, che sia un gennaker o tipo Code Zero. È simile a un rollafiocco, ma è a basso profilo, con un circuito di avvolgimento chiuso. Il tamburo del frullone è particolarmente leggero e facile da armare, grazie a sistemi di aggancio rapido. Tale facilità di montaggio fa sì che si possano avere più vele rollate a bordo con la possibilità di armarle sempre sullo stesso frullone. La vela viene avvolta su un cavo antitorsione, libero per i gennaker o inferito se avete Code Zero. Alla sua estremità si trova una testa girevole che viene collegata alla drizza; una volta armato, oltre a far passare correttamente le scotte della vela, bisogna montare il circuito di avvolgimento.

frullone vela vento
Leggeri e semplici da usare. Esistono modelli per il gennaker e per vele tipo Code Zero. Attenzione ai dettagli del sistema

DOVE MONTARE IL FRULLONE

Alcune barche dimensioni oltre i 45/50 piedi escono già con un golfare a prua, davanti al rollafiocco, per poter armare la vela. Si tratta di una sezione particolarmente robusta e rinforzata della barca, quindi in caso di forti tensioni dovreste essere al sicuro. La soluzione più comune però, e anche la più consigliata, rimane quella di utilizzare un bompresso. Se la vostra vela è un puro gennaker, potete evitare di “controventarlo”, cioè di montare un cavo dalla varea del bompresso fino alla prua della barca.

Se avete una vela di tipo Code Zero

La vostra vela è un Code Zero, inferita in un cavo antitorsione? Allora la ritenuta al bompresso è necessaria. Il motivo è semplice: questo tipo di vele hanno bisogno di maggiore tensione sull’inferitura per mantenere un profilo corretto quando si cerca di risalire il vento. Per ottenere la forma migliore si dovrà quindi cazzare a ferro la drizza per portare il cavo alla giusta tensione. Se invece utilizzate la vela per andature larghe potrete evitare di metterla a ferro.

COME SCEGLIERE IL FRULLONE

A prima vista due avvolgitori qualsiasi potrebbero apparire uguali. In realtà, ciò che caratterizza ogni modello è il materiale con cui è realizzato e la tenuta al carico. Considerate che gli sforzi non sono da sottovalutare, sia con la vela aperta sia mentre si sta avvolgendo. Per questo nei cataloghi troverete indicati il carico di lavoro sul tamburo e sul cavo. Per il suo dimensionamento affidatevi a un rigger esperto o un velaio. Prestate attenzione al sistema di aggancio del frullone: deve essere semplice e rapido in modo che lo stesso possa essere adoperato per più vele, incluse le Stay-sail. Il cavo antitorsione è in fibra aramidica, è molto rigido e dal minimo allungamento, ma non sempre viene fornito di serie insieme al frullone. Per le vele tipo Code Zero è il velaio che lo sceglie e lo monta direttamente.

I prezzi

Orientarsi tra i prezzi non è semplicissimo, dipende da cosa viene fornito con l’avvolgitore. Considerate che oltre ad esso ci deve essere ovviamente la girella in testa d’albero e i moschettoni per agganciare il frullone in barca. Verificate poi che nel preventivo sia presente anche la cima per il circuito di avvolgimento con relativi bozzellini da posizionare a bordo. Il cavo antitorsione si compra a parte (o è fornito dal velaio) e costa da 6 a 9 euro al metro. Al suo costo bisogna aggiungere la lavorazione per le piombe e le redance.

MONTARE UNA VELA AVVOLGIBILE SU UN BAVARIA 32

 

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