Uno yacht da crociera, comodo, elegante e contemporaneoTempo di lettura: 4'

0

 

Il living visto dall’ingresso della cabina dell’equipaggio
Il living visto dall’ingresso della cabina dell’equipaggio
Il living con le sedie di Franco Albini attorno al tavolo
Il living con le sedie di Franco Albini attorno al tavolo
La discesa dal pozzetto
La discesa dal pozzetto
Le due cabine ospiti di prua
Le due cabine ospiti di prua

Ecco come è nato l’affascinante Brenta 80

by Emilio Martinelli
photo Linus Lintner

«È sempre interessante andare a riprendere ciò che è stato. Noi non siamo inventori, siamo declinatori. Interpretiamo temi esistenti ed è fondamentale muoversi con grande rispetto per tutto quanto di meraviglioso abbiamo attorno».
Così Lorenzo Argento riassume la filosofia dei tanti progetti usciti da Brenta Design e in particolare l’ultimo: quel Brenta 80 che riunisce Michael Schmidt, ex fondatore del cantiere Hanse e oggi proprietario del Michael Schmidt Yachtbau, appunto Brenta Design, con le sue innovazioni che hanno cambiato lo yacht design, e sir David Chipperfield, l’archistar inglese.
“Il via di questo progetto è stata una bozza che Schmidt ci ha mostrato due anni fa” racconta Lorenzo Argento. “Era tutto da definire, ma la richiesta di Michael era molto chiara: un 80 piedi, comodo, da crociera, elegante, spazioso, contemporaneo. Ma anche con un’immagine che richiamasse linee di altri tempi. Non amo la definizione di new classic, mi piace invece declinare i concetti sani appunto delle barche di altri tempi”.
Primo elemento in questa rivisitazione, la tuga con fianchi verticali. Una soluzione che ha molto vantaggi. “Per esempio di avere veri oblò” prosegue Argento, “che portano luce e migliorano la ventilazione. Come il portello con apertura ad ali di gabbiano sul tetto della tuga: un elemento ormai in disuso ma dai molti lati positivi”. Tuga verticale ma, altro elemento, una falchetta che propone in chiave moderna forme e stili passati.
“Da qui nasce l’andamento su tre livelli della coperta”, continua Argento. “Se infatti a poppa, dove si trova la grande terrazza, la falchetta è alta quasi 60 centimetri, a centro barca, accanto alla tuga, passa a 30 centimetri, mentre a prua della tuga e oltre l’albero c’è un semplice puntapiedi. Credo che questo sia l’elemento forte del Brenta 80: aver intersecato una tuga che richiama quella di barche di 100 anni fa, con tre livelli di ponte.
Una soluzione che attualizza il piano di coperta e che dà alla tuga nuova vita”. E questo qualunque sia la soluzione per il pozzetto. Il Brenta 80, che su indicazione di Michael Schmidt (È un grande velista e ama navigare a contatto con i suoi ospiti”, spiega Argento) presenta un unico pozzetto centrale, può essere infatti realizzato anche con il doppio pozzetto: di manovra e per gli ospiti.
La scelta del pozzetto centrale comanda l’organizzazione degli interni con, appunto sotto il pozzetto, la sala macchine ridotta al minimo in quanto il Brenta 80 è una barca molto semplice: un motore che permette i 9 nodi a questo 24 metri (esattamente 23,99 metri) da 30,9 tonnellate di stazza, un generatore e pochissima idraulica. Semplice e facile da gestire. Questa era la richiesta.
Così come quella di una barca comoda. “Cabina armatoriale di poppa, cucina e cabina equipaggio, grande, immenso salone, e due cabine ospiti a prua”, spiega Argento.” E qui è entrato in gioco sir David Chipperfield, grande appassionato e proprietario di un B42, il nostro daysailer. Il progetto. gli è subito piaciuto. “Facciamo una barca morbida anche all’interno” il suo primo commento”.
E il risultato sono interni appunto morbidi finiture lisce, arredi che seguono e sfruttano al massimo le linee dello scafo, come, per esempio, il divano in pelle con la seduta che si restringe verso prua seguendo appunto il fianco della barca. Spazi avvolgenti con elementi essenziali, ma di grande contenuto, come le sedie di Franco Albini, e nel quali il legno, un noce americano molto venato, viene esaltato.
E con soluzioni di una semplicità e praticità assoluta come le maniglie di cuoio sui tientibene a soffitto o le fettucce, sempre di cuoio, che sostituiscono complicati sistemi per aprire i cassetti. Veri e proprio “tocchi” d’artista che si integrano con interni lontani dagli stereotipi, con la visione di Michael Schimdt e con la filosofia progettuale di Brenta Design per realizzare quello che Lorenzo Argento definisce: “Un esempio di ciò che può essere progettato e costruito nel terzo millennio”.

La cabina armatoriale
La cabina armatoriale
Un particolare degli arredi
Un particolare degli arredi
Un secondo particolare degli arredi
Un secondo particolare degli arredi
Un particolare dello scrittoio nella cabina armatoriale
Un particolare dello scrittoio nella cabina armatoriale
La scala che sale alla terrazza di poppa
La scala che sale alla terrazza di poppa
Prestazioni e comfort per un 24 metri con un design che interpreta in chiave moderna elementi della tradizione
Prestazioni e comfort per un 24 metri con un design che interpreta in chiave moderna elementi della tradizione
Top Yacht Design

The ambition of the Top Yacht Design publishing system is to enter into dialogue with owners and potential owners, with the world of designers and architects, with the yards and also with the companies that operate in the furnishing business. The result is that it will not only be a thoroughly enjoyable read but also an essential tool for sector professionals when it comes to keeping abreast with developments.

Leave A Reply

Altro... Nautica
Gli yacht Proteksan Turquoise per una vista unica sul mare
Yacht refit: l'Italia protagonista con maestranze d'eccellenza
Turquoise Yachts costruirà il più grande Vitruvius
Chiudi