Vacanza ecologica, in barca si può. Tutti i segreti per un viaggio greenTempo di lettura: 5'

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Bastano pochi accorgimenti per rendere la vostra vacanza in barca completamente ecologica. Dalle stoviglie ai detergenti, i 10 segreti per avere un mare più pulito

di Stefania Mattioli
barca vacanza ecologica
Scegliere di fare una vacanza in barca a vela è – di per sé – una vacanza ecologica. Non c’è nulla di meno inquinante che spostarsi sfruttando la forza del vento e produrre energia mediante pannelli solari, eolico e generatori eco-compatibili. Siamo sicuri però che le eco-dotazioni di bordo e l’ausilio delle vele siano sufficienti a garantire il rispetto dell’ambiente e soprattutto del mare? Non sempre.

LA VACANZA ECOLOGICA? DIPENDE DALL’UOMO

A fare la differenza sono i comportamenti e le abitudini dei diportisti, spesso poco ecologiche. Il mare, nell’immaginario collettivo, è grande, evoca l’abisso e come tale un “pozzo senza fondo” in grado di far sparire ogni cosa senza lasciare traccia alcuna. Sappiamo bene che non è vero, il mare non è infinito e il suo fondale è sempre più sofferente, come le forme di vita che lo abitano.

MAI SOTTOVALUTARE L’IMPATTO DELLA NOTRA BARCA A VELA

A proposito di inquinamento, le notizie di questi mesi sono tutt’altro che confortanti. Ma il loro effetto crea un allarme di superficie nell’opinione pubblica (non toccata direttamente dall’evento dell’ultim’ora) che tende a ridimensionare i piccoli e malsani gesti quotidiani, come fossero ormai ininfluenti. Di fronte alla marea nera del Golfo del Messico, che sarà mai quel poco di schiuma che scivola dal nostro scafo durante il lavaggio quotidiano? Cosa vuoi che sia quel sacchetto di immondizia – in fondo uno solo – lasciato inavvertitamente sul ponte e volato in mare, spinto da un soffio di Meltemi?

LA CULTURA DEL’USA E GETTA

Effettivamente il paragone è forzato, ma pensare che tali gesti siano “nulla” se messi a confronto con disastri ben maggiori è irresponsabile. Significa creare alibi fasulli per giustificare la propria negligenza. Già, perché se il mare soffre, la colpa è anche dell’imperante cultura “usa e getta” e della mancanza di consapevolezza rispetto alle conseguenze delle nostre azioni. Per tanto piccole che siano, comunque nocive se sommate a decine di milioni di altre simili. Un mozzicone buttato a mare vivrà per due anni, un chewing-gum per cinque e un sacchetto di plastica ci sopravviverà per più di venti generazioni (500 anni!). Come non tenerne conto?

VIAGGIO IN BARCA: UNA LEZIONE DI ECOLOGIA

La vita a bordo può rivelarsi assai istruttiva: sperimentare l’aria aperta 24 ore su 24 fa apprezzare la natura e ne svela ogni pregio e bellezza. Alle prese con spazi ristetti, con limitate quantità di acqua potabile e risorse energetiche si apprende il loro valore e istintivamente se ne fa un uso più parsimonioso. Assumere comportamenti ecologici richiede semplicemente attenzione e dedizione. Anzitutto è necessario convincersi che se si desidera che le cose cambino i primi a cambiare dobbiamo essere noi.

Da dove cominciare?

Evitate di gettare in mare qualsiasi cosa a partire da un semplice fazzolettino di carta. Aanche se si bagna, si accartoccia come fosse un derviscio roteante, vivrà in acqua da quattro a otto settimane e il rischio maggiore è che venga inghiottito dal malcapitato pesce di turno. Ogni volta che ci viene spontaneo “gettare a mare” qualcosa chiediamoci se in città assumeremmo lo stesso atteggiamento. Nella maggior parte dei casi la risposta è no, e la ragione è semplice. Diversamente dall’acqua, che in apparenza tutto inghiotte o trasporta lontano, la terra respinge e il mozzicone o la carta di caramella buttati sul marciapiede lì rimangono, come un autentico deterrente.

Altri accorgimenti

Altri accorgimenti riguardano la gestione “domestica” della barca dalle pulizie, al lavaggio delle stoviglie, alla raccolta dei rifiuti, all’igiene personale. Per questo abbiamo stilato un decalogo degli eco-comportamenti irrinunciabili. Rispettarlo è più che semplice di quanto possa sembrare e vedrete il risultato, sarà soddisfacente per voi e per i vostri compagni d’avventura!

IL DECALOGO  PER UNA VACANZA IN BARCA ECOLOGICA

  1. La spesa? Solo con shopping-bag (meglio se ha le ruote) pieghevole, lavabile e riutilizzabile: fate finta che i sacchetti di plastica non esistano.
  2. Evitare prodotti con imballaggi ingombranti e poco ecologici, prediligere l’acquisto di prodotti locali.
  3. Al bando le bottiglie di plastica; il dissalatore, dove è possibile, è una buona soluzione (da 30 a 90 litri l’ora). Diversamente dotatevi di contenitori bio per fare scorta di acqua potabile ad ogni approdo, tenete in considerazione i prodotti potabilizzanti – additivi a base di sali d’argento – di ultima generazione.
  4. Prodotti detergenti (creme solari comprese) rigorosamente biodegradabili, da utilizzare in quantità minime già diluiti con l’acqua in flaconi formato vacanza (suggerisco: prodotti certificati Ecolabel (Coop); prodotti “Il gabbiano”, ottimo il rapporto qualità prezzo, oppure Officina Naturae (www.officinanaturae.com). Usate spugne in microfibra, funzionano solo con l’acqua. Bicarbonato, aceto e limone gli sgrassatori naturali più efficaci.
  5. No alle stoviglie usa e getta, sì ai colori per differenziare piatti, tazze e bicchieri (ad ogni membro dell’equipaggio il suo). Nell’ordine lavate bicchieri e posate, piatti, pentole per evitare di ungere ciò che unto non è. L’acqua di cottura della pasta a base di amido è un ottimo detergente e un ammorbidente per le mani.

Energia e rifiuti

  1. Limitate il consumo di energia ai bisogni essenziali e che sia energia pulita: pannelli solari (ve ne sono di leggeri, flessibili e calpestabili; www.ecorete.it), eolico, timone a vento e generatori eco-compatibili (www.mondonauticablog.com). Le pile solo se ricaricabili, durano sino a 500 volte di più. C’è anche chi aguzza l’ingegno trasformando l’energia prodotta dall’elica durante la navigazione a motore.
  2. Manutenzione costante del motore e del vano motore (aiuta a prevenire perdite e guasti inquinanti). No ai travasi di gasolio improvvisati, sì alle pompe manuali, sono a prova di goccia. A meno che la vostra barca non sia dotata di motore elettrico, in questo caso occhio allo smaltimento delle batterie una volta usurate.
  3. Fate carena solo con vernici bio (meglio se certificate Ecolabel), le micro particelle che vengono disperse in mare sono assai nocive per l’ambiente.
  4. Raccolta oculata dei rifiuti, non gettate nulla a mare, svuotate i serbatoi del wc chimico nelle apposite fosse. Ogni oggetto che usiamo diventa rifiuto, facciamolo durare più a lungo, impariamo a ripararlo o riciclarlo. Tenete a portata di mano un retino con manico solido e allungabile e appena avvistate plastica alla deriva imparate a recuperarla e portala a terra, ovviamente negli appositi cassonetti.
  5. Non sprecate l’acqua, sciacquate la barca con quella non potabile e solo se necessario. In caso di pioggia imparate a raccogliere l’acqua piovana, può rivelarsi utile per il bucato e per la doccia.

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Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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