Paula e Alan, due americani in viaggio nel MediterraneoTempo di lettura: 9'

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Ecco come appare il Mediterraneo agli occhi di una coppia di americani in tre anni lo ha visitato tutto, in un viaggio dalle Baleari all’Italia, dalla Croazia alla Grecia, fino alle coste di Asia e Africa

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Paula Mott e Alan Parrish sono di Houston, in Texas. Situata a 30 chilometri dal mare, è la quarta città con il maggior numero di barche a vela negli Stati Uniti, dopo San Francisco, Newport e Los Angeles. Sono impegnati nel settore delle costruzioni e dell’economia immobiliare, ma hanno organizzato il lavoro in modo da poter vivere sul loro Oyster 655, Proteus, almeno otto mesi all’anno: non nel golfo del Messico o ai Caraibi, ma in Mediterraneo.

ALAN E PAULA, DAL 2008 NEL MEDITERRANEO

A febbraio del 2008 hanno varato la barca a Southampton, in Inghilterra, dove è stata costruita. Dopo una sosta a Lisbona, giovedì 17 aprile dello stesso anno hanno attraversato lo stretto di Gibilterra per approdare a Palma di Maiorca. Nei mesi successivi, la loro navigazione è proseguita verso la Corsica, Amalfi, attorno alla Penisola fino alla Croazia, la Grecia e, alla fine del 2008, erano in Turchia.

Nel 2009 Malta, Tunisia, Valencia e la Francia

A marzo del 2009 hanno ripreso la rotta verso Malta, la Sicilia, la Tunisia, la Francia e, alla fine del 2009, sbarco a Valencia. Nel 2010 sono partiti da Valencia alla volta di Maiorca e Minorca, poi sono andati in Corsica, Sardegna e Tunisia; chiuderanno l’anno tra le Baleari e Valencia.

Alan: “Ho attraversato l’Atlantico con i miei figli”

Io avevo già navigato per il Mediterraneo in passato. Ho anche riportato la barca ai Caraibi attraversando l’Atlantico insieme ai miei figli di 10 e 12 anni. Oggi hanno 10.000 miglia sulle spalle”, racconta Alan con l’orgoglio di padre. “Quando abbiamo varato Proteus, invece, Paula non aveva esperienza di barche a vela, ma ora sono già due anni che facciamo questa vita”.

PAULA: “AMIAMO IL MEDITERRANEO”

Racconta Paula: “Ci piace il Mediterraneo perché l’acqua è stupenda, le persone che incontriamo durante il viaggio sono gentili e i posti che visitiamo sono ricchi di storia. Ogni volta ascoltiamo lingue differenti, tutte molto musicali, come l’italiano, lo spagnolo o il francese. Poi, il pane, l’olio d’oliva, il vino rosso e il prosciutto sono il paradiso”.

Alan: “Navigare tra le culture europee”

Aggiunge Alan: “In Mediterraneo puoi raggiungere in poche ore località con architetture e profumi diversi tra loro. In più hai il piacere della navigazione a vela, che aggiunge quel tocco di avventura in più. Ogni volta che ti fermi da qualche parte, è l’inizio di una storia completamente nuova”.

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Paula Mott e Alan Parrish in navigazione lungo la costa meridionale della Turchia.
Sopra, Proteus, l’Oyster 655 (20,60 metri di lunghezza fuori tutto e 5,62 metri di larghezza) di Paula Mott e Alan Parrish, varato nel 2008, che è diventato la loro casa.

QUANDO E DOVE

Tanti europei, invece, sognano di andare ai Caraibi. “Tra quelle isole non hai le città con la loro lunga storia, hai solo dei paesi che sono tutti abbastanza simili tra loro”, racconta Alan. “Ai Caraibi si va per le immersioni, perché l’acqua è stupenda e perché il vento è costante, perfetto per la crociera. Ma il paesaggio è omogeneo”.

Seguire il meteo

Paula e Alan si basano molto sulla meteorologia: “Quando vivi su una barca a vela, sei legato alle condizioni meteo. Se sono buone, partiamo, se sono cattive restiamo dove stiamo e ci dedichiamo al lavoro. Tuttavia, in Mediterraneo questo non è un grosso problema, perché il peggio che ti può capitare è un maestrale di 40 nodi, non sarà mai un uragano come quelli che si vedono negli Stati Uniti”, racconta Alan. Stando otto mesi all’anno in Mediterraneo, possono scegliere i periodi che più gli piacciono per navigare. “Il primo anno siamo andati via ad agosto, perché sapevamo che vanno tutti in vacanza lo stesso mese. Però, l’anno scorso siamo rimasti e siamo andati in Croazia, che era certamente affollata, ma non tanto come l’Italia e il sud della Francia”.

Estate alle Baleari? Meglio in rada!

Quest’anno abbiamo scelto di stare a Maiorca e Minorca e siamo rimasti spesso all’ancora in rada, che per agosto è la soluzione ideale per evitare quelle due settimane durante le quali i posti barca raggiungono cifre folli. Noi stiamo in Mediterraneo tutto l’anno e conosciamo i prezzi. Abbiamo una barca di 65 piedi e ad agosto arrivano a chiederci 600-700 euro a notte. Per noi non c’è problema: stiamo bene anche all’ancora e aspettiamo settembre, quando lo stesso posto ci costa 140 euro”, dice Paula.

Bene gli amici a bordo, ma con una regola…

Poi c’è un’altra “regola”, che determina il tempo o la meta di un trasferimento. La spiega Alan: “Agli amici che ci vengono a trovare abbiamo detto che possono scegliere il periodo o il luogo, ma non tutti e due. Non possiamo garantirgli di farci trovare in un posto preciso in una data richiesta”.
A Paula e Alan piace stare all’ancora, ma il Mediterraneo ha sviluppato in loro una passione “per quegli ormeggi alle mura delle città, nei porti antichi come Bonifacio e Ajaccio, dove scendi dalla barca e stai dentro a un ristorante”. Paula e Alan possono davvero testimoniare il mutamento del Mediterraneo attraverso il passaggio delle stagioni.

L’inverno si scopre l’anima delle città

Da dicembre alla fine di marzo è difficile navigare, o comunque è richiesta molta prudenza, dato che il tempo è imprevedibile e i temporali sono frequenti. Però, d’inverno si vivono le località nel loro aspetto più vero, senza il vestito che si mettono per accogliere i turisti d’estate. Da aprile a novembre il tempo è quasi sempre bello. A marzo, la costa della Turchia è stupenda: nella stessa baia dove ad agosto ci sono cinquanta barche, sei da solo. In estate navighi la metà a vela e metà a motore”, racconta Alan. Aggiunge Paula: “Un’altra cosa che muta in Mediterraneo al passare delle stagioni è il cibo: cambiano le verdure e le abitudini alimentari; per esempio si passa dal gazpacho in estate al minestrone caldo d’inverno”.

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Sopra, Proteus ormeggiato in un’isoletta greca del mar Ionio. La Grecia è davvero un posto speciale per chi va in crociera in barca, perché si può facilmente attraccare alle banchine dei villaggi di pescatori.

IN ROTTA CON PROTEUS

Tutti amano Maiorca, anche Paula e Alan: “È un’isola bellissima, con molte attrazioni anche per gli amici che ti vengono a trovare e che non amano il mare. Si può andare a fare lunghe passeggiate sui monti e visitare i vigneti”, racconta Paula, che è affascinata dalla vista della cattedrale di Palma di Maiorca, soprattutto di notte, e dalla città di Soller, a nord-ovest dell’isola, dove ama gustare le spremute d’arancia tipiche della zona. “Della Spagna ci piacciono le recenti architetture realizzate da Calatrava a Valencia e gli edifici di Gaudì a Barcellona dove, nel centro storico, è bello ascoltare i suonatori di chitarra e vedere i ballerini di flamenco”.

Mete del cuore: Ajaccio

Ajaccio è una meta di Paula e Alan in Mediterraneo. “Ci piace perché possiamo ormeggiare nella città vecchia, scendere dalla barca e sederci al ristorante”. Sono poi affascinati da Bonifacio: “Arrivarci in barca è fantastico: non si vede nulla, poi ti infili in mezzo alle due scogliere e d’improvviso ti appare tutta la città, con l’antico forte che sovrasta il mare. È un posto unico al mondo”.

La Sardegna

Poi c’è vicina la Sardegna: “In un attimo raggiungi la Costa Smeralda”. Qui, Paula ammette di preferire i piccoli paesini come Cannigione “più tranquilla di Porto Cervo e dove c’è Cotton Club, un’ottima pizzeria. È una località più a dimensione familiare e non così ‘Gucci’ come Porto Cervo”. Alan definisce la Costa Smeralda “la capitale del Mediterraneo. Navigare in mezzo a queste baie e isole è straordinario”. In Italia, tra i posti preferiti di Paula c’è Santa Margherita Ligure: “È molto intima e il cibo è ottimo. Adoro scendere dalla barca e andare a fare la spesa a piedi passando dal panettiere e dal verduraio, dove i prodotti sono sempre freschi e gustosi. In America queste cose ormai si comprano solo nei grandi supermercati”.

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Sopra, Proteus in Turchia. A sinistra, Paula con alcune amiche a Portofino e, a destra, Alan in Grecia, a Naxos, con un produttore di Raki.
Poi, Porto Venere, dove Paula e Alan sono rimasti affascinati da “una processione notturna. C’era una fila lunga di persone con le candele in mano che risaliva le stradine fino alla vecchia chiesetta. Uno spettacolo”. Sulla costa adriatica si sono trovati bene a Porto San Giorgio: “Era luglio, c’erano tanti turisti, ma italiani, non stranieri. L’atmosfera era quindi familiare, con gli adulti che chiacchieravano mentre i loro figli andavano in giro a giocare”.

La Sicilia e la Croazia

In Sicilia, Paula è restata incantata da Siracusa: “È piena di stradine magnifiche e di chiesette. Da là, poi, è facile raggiungere La Valletta, a Malta, dove sembra davvero di tornare indietro al 1566, quando la città fu fondata”. Dall’altra parte dell’Adriatico, Paula e Alan apprezzano la navigazione in mezzo alle centinaia di isolette lungo la costa croata. “Risalire il fiume che porta a Sebenico, da dove si percorre poi a vela un lungo canale che passa sotto un ponte alto 30 metri e che finisce in un lago nell’entroterra, è un’esperienza incredibile”, raccontano.

La Grecia? Un posto speciale

Delle isole della Grecia ionica esaltano la natura verde e la protezione che offrono. “La Grecia è un posto speciale per chi naviga a vela, perché offre la possibilità di attraccare direttamente alle banchine dei vecchi paesini”, racconta Alan. “La costa a sud della Turchia offre lo scenario più bello del Mediterraneo per chi va in crociera. Le montagne sono attaccate al mare e sono molto alte, con le cime innevate. Bella Fethiye e Tomb Bay, dove si possono ammirare le spettacolari tombe con le facciate scolpite nella roccia”. Prima di raggiungere la costa nordafricana, Paula suggerisce una fermata a Creta. “La Tunisia è molto bella, la gente è ospitale ed è facile dialogare con loro perché parlano francese. Il paesaggio dalla costa al deserto del Sahara è unico: si trovano le oasi come quelle dei film. La barca è meglio lasciarla a Sidi Bou Said”.
Andrea Falcon
 

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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