Oscar tuttoBICI, premiati Cipollini, Scarponi e MarcorèTempo di lettura: 22'

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Anche quest’anno gli Oscar tuttoBICI sono stati una festa straordinaria: dopo il premio alla carriera a Mario Cipollini, quelli juniores e per il miglior ct, è arrivato il numero uno Michele Scarponi

di Paolo Broggi; foto Team Rodella 2000

Oscar tuttoBICI, premi a Cipollini, Scarponi e Marcorè

L’incanto è di quelli che vorresti non finissero mai. Una platea attenta, il teatro pieno in ogni ordine di posti e tanta gente costretta a seguire la serata in piedi, spinta dal desiderio di non mancare. La Notte dei Campioni ha regalato premi, ma anche emozioni forti a tutti gli amici che hanno voluto partecipare, ben più di 700.

Emozioni donate a tutti i bambini e i ragazzi che hanno presenziato all’appuntamento accanto ai grandi campioni del ciclismo di ieri e di oggi, ai tecnici, ai dirigenti, a tanti che di questo sport hanno scritto e continuano a scrivere importanti pagine di storia.

La Notte dei Campioni, con la consegna degli Oscar tuttoBICI e dei premi Cycling Real Time, è come un piccolo gioiello nell’inverno del ciclismo. Quella sorta di limbo temporale che viene riempito da bilanci e speranze, dalle meritate vacanze e dal pensiero già rivolto all’anno che verrà.

Piazza Bra è un incanto magico che abbraccia e avvolge chi vi si addentra. Il teatro della Gran Guardia trasporta lo stesso incanto all’interno e regala ai protagonisti del mondo del ciclismo un abbraccio che sa di fiducia e di futuro migliore.
Anche perché tra i grandi protagonisti della serata ci sono proprio loro, i ragazzi che amano questo sport e che sognano di diventare, domani, i numeri uno.

Verona a tutta bici

Quello tra la città scaligera e le due ruote a pedali è un feeling che continua da anni e che regala grandi soddisfazioni, come ha spiegato l’assessore allo sport di Verona, Federico Sboarina. «Lo dico senza presunzione: negli ultimi anni Verona si sta dimostrando una autentica capitale del ciclismo. Ed ospitare questa Notte è di buon auspicio per noi.

La prima edizione, tre anni fa, ha preceduto la grande festa con l’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia. Stavolta – a soli due anni di distanza – ci prepariamo ad ospitare ancora una volta il Giro che proprio a Verona inizierà la sua avventura italiana. Voglio anche sottolineare come già dal primo anno questa manifestazione ci abbia convinto ed è per questo che abbiamo accettato di continuare questa sfida insieme.

L’amministrazione comunale di Verona crede molto nella bicicletta. Abbiamo scoperto come il mondo giovanile sia molto legato al ciclismo, come il mondo dei ciclisti amatoriali sia vasto e promuoviamo la bicicletta come mezzo sostenibile. Io sono anche assessore all’ambiente, credo fortemente che la bicicletta faccia bene sotto tutti gli aspetti e aiuti a vivere meglio, quindi evviva la bicicletta».

Le stelle del ciclismo veronese

Proprio nel segno del loro amore per il ciclismo a tutto tondo, l’assessore Sboarina e la città di Verona hanno voluto premiare tre eccellenze del ciclismo veronese a livello mondiale. Infatti, sono stati consegnati due riconoscimenti ad Andrea Conti e Omar Rizzato, entrambi atleti della Giambenini Paraciclismo. Il primo ha conquistato il bronzo agli europei 2011 nell’handbike, il secondo ha vinto il Giro d’Italia della specialità nella sua categoria.

Poi sul palco è stata la volta di Stefano Bonfioli, responsabile organizzativo del Palio del Recioto, la classica prova per Under 23 che si disputa in primavera a Negrar e che ha festeggiato i suoi cinquant’anni di storia.

Riflettori puntati su Elia Viviani

Il ventiduenne talento veronese si sta facendo largo su strada e sta inseguendo la qualificazione olimpica per la pista ai Giochi di Londra. «Direi che siamo a buon punto – ha detto il giovane azzurro della Liquigas Cannondale. – Dopo gli ultimi due podi che ho ottenuto agli europei e nella prima prova di Coppa del Mondo.

Adesso mi concedo un po’ di vacanza, non tocco la bici fino ai primi di dicembre, poi ricomincerò a lavorare in vista della terza prova di Coppa del Mondo. Il 2011? Su strada è stato un grande anno. Devo dire che il mese di agosto trascorso a correre in America mi ha cambiato la stagione, dandomi il colpo di pedale giusto per vincere al Giro di Padania e poi correre un grande mondiale. Per il 2012, che dire? Lavorerò per curare il minimo dettaglio e arrivare a Londra pronto per giocarmi una medaglia».

Giovani protagonisti

Da sempre i giovani sono i grandi protagonisti della Notte dei Campioni, chiamati alla ribalta per la consegna degli Oscar tuttoBICI ai vincitori di ogni categoria. Così a soli tredici anni – anche se ha un fisico già imponente – è salito sul podio il ligure Emilio Vichi, vincitore tra gli Esordienti di primo anno.

Subito dopo di lui è stata la volta di Stefano Vettorel che ha ritirato il premio con una mano ingessata e l’altra… pure a causa di una brutta caduta rimediata in una delle prime prove stagionali di ciclocross. A premiarli, in rappresentanza di Kia Motors, il tecnico regionale degli juniores lombardi Fabio Perego, che nei giovani e nel la loro multispecializzazione crede ciecamente.

Ed è bello sottolineare come tutti questi ragazzi, per i quali il ciclismo deve continuare ad essere un gioco, si divertano a correre in tutte le specialità. Proprio come sono abituati a fare in nazioni come Australia e Gran Bretagna, che di questi tempi vanno per la maggiore. La speranza è che proprio dalle scelte di questi giovani arrivino nuovi importanti segnali per il nostro ciclismo.

Le giovani esordienti

Segnali proprio come quelli che dà Martina Alzini, biondissima regina tra le Esordienti, emozionata dal poter essere in platea accanto al suo mito, l’iridata Giorgia Bronzini.

Decisamente meno emozionata, anche se ugualmente felice, un’altra milanese, Sara Wackermann. L’Oscar tuttoBICI lo aveva già conquistato lo scorso anno tra le Esordienti e si è ripetuta ora al primo anno tra le Allieve.

A lei il merito di portare avanti una tradizione di famiglia aperta da Luca, oggi Under 23, alla quale possono dare una mano anche Marco, che corre tra gli Juniores, ed Elisa, la piccola della nidiata.

A consegnare a Martina e Sara l’Oscar tuttoBICI è stato Gianmarco Rizzati, responsabile di Geotech, azienda che guarda al futuro ed è leader nel settore ambientale.

Enrico Battaglin riceve il premio Cycling Real Time per il miglior Under 23 dalle mani del vicepresidente federale Gianni Sommariva.

Ringraziamenti

In una serata che ha richiamato tanti amici e tanti personaggi, d’obbligo i ringraziamenti. A proporli Fabio Rodella, responsabile con il fratello Paolo e con papà Silvano, del progetto Cycling Real Time: «Voglio ringraziare l’amico Roberto Maffezzoni che ci ha appoggiato in questa iniziativa che è figlia della sinergia che ci lega a tuttoBICI sin dal primo giorno ed è imperniata soprattutto sul ciclismo giovanile.

Un ringraziamento è dovuto anche agli amici di RaiSport, al direttore Eugenio De Paoli, ad Auro Bulbarelli, ad Alessandro Fabretti che è qui con noi e a Davide Cassani».

Il nostro direttore, Pier Augusto Stagi, ha aggiunto: «Ringrazio tutti gli amici che anche stavolta hanno voluto essere con noi: cito guardandomi attorno Agostino Omini, Moreno Argentin, Michele Dancelli. E poi Luciano Armani, Andrea Bartali, il colonnello Angelo Giacomino. Siete davvero tantissimi, impossibile citarvi tutti.

E allora mi piace salutare in modo particolare due persone speciali: una è la moglie di un amico che ci manca ogni giorno di più, si chiama Annalisa Casartelli. E poi c’è Diego Murari, un amico di tutto il ciclismo, un autentico numero 1 che merita un applauso davvero speciale».

Premio società juniores

La passione è il denominatore comune di molte storie del ciclismo ed è normale che se ne parli anche durante una manifestazione come la Notte dei Campioni. E la passione è stata ed è il motore che spinge avanti due personaggi premiati da Cycling Real Time.

Massimo Levorato è il presidente della Work Service Brenta, premiata come miglior società juniores insieme al suo talento più cristallino, il campione italia no Riccardo Donato: «Mi piace pensare di costruire il cammino dei ragazzi fin dalla categoria giovanissimi. Proprio per questo con il nostro gruppo sia mo impegnati fino alla categoria juniores, che rappresenta un po’ il nostro fiore all’occhiello. Questo premio rappresenta un riconoscimento importante per gli sforzi e i sacrifici che facciamo insieme a tutte le persone che collaborano con noi e che condividono la nostra grande passione».

A premiare Levorato e Donato, il vicesindaco di Salò Stefania Zambelli che ha fatto anche una promessa importane: «Il 30 novembre Salò è stata premiata a Bruxelles come Città dello Sport. È un grande riconoscimento in occasione del cinquantenario dei campionati mondiali di ciclismo che ospitammo nel 1962. Bene, vi prometto che in un futuro molto vicino a Salò tornerà una manifestazione importante a livello internazionale ».

Premio miglior presidente

La stessa passione che anima Levorato muove patron Giuseppe Colleoni, premiato come miglior presidente da Giuseppe Bellosta, organizzatore del classico Gp Sportivi di Briga Novarese.

«Con il Team Colpack – spiega Colleoni – abbiamo ottenuto dodici vittorie, ma ancor più grandi sono state le soddisfazioni che abbiamo avuto come squadra e di questo rendo merito al lavoro compiuto dai nostri tecnici Antonio Bevilacqua e Gianluca Valoti.

Ho vissuto da vicino il professionismo grazie alla Colpack e ai miei figli Cristiano e Michele, poi ho chiesto ai ragazzi di dar mi una mano in azienda perché le energie sono quelle che sono ed ora siamo felici di vivere questa nuova avventura nella categoria dilettantistica».

Mario Valentini, ct da record

Da sempre la Notte de gli Oscar e il mensile tuttoBICI hanno un occhio di riguardo per i campioni del ciclismo paralimpico. Nella serata che ha chiuso la stagione 2011 e lanciato idealmente quella del 2012, sugli scudi ecco il commissario tecnico della nazionale italiana Mario Valentini.

Non un ct come gli altri, visto che il CONI, alla luce dei risultati ottenuti nella sua carriera e cioè i 14 Campionati del Mondo in pista con la FCI, i 20 con il Paraciclismo e le 13 Medaglie Olimpiche di cui 3 d’oro, lo ha insignito della Palma d’Oro, il più alto riconoscimento dato al Tecnico che ha vinto il maggior numero di mondiali nello sport italiano.

«Non sono certo io a far classifiche, diciamo che di risultati ne sono arrivati tanti – ha spiegato Valentini con la sua solita verve. – Mi piace sottolineare quanto sia importante per me vivere al fianco di questi ragazzi. Che fanno i sacrifici veri, che rubano tempo alla famiglia per allenarsi. Che sfruttano le ferie per partecipare alle corse, che credono ciecamente in quello che fanno e nel messaggio che portano.

Per questo trovo giusto ribadire che già tredici dei nostri atleti hanno ottenuto il pass per Londra a conferma di come tutto il movimento azzurro sia di altissimo livello, anzi sia il numero uno al mondo». A premiare il suo ct è stato Fabrizio Macchi, uomo simbolo del paraciclismo azzurro, atleta che da giovane ha affrontato tre volte la maratona di New York con le sue stampelle e che ora guarda a Londra per mettere un sigillo splendido alla sua straordinaria carriera e continuare a portare il suo messaggio importante a chiunque soffre di una qualsiasi disabilità e non solo.

Sport, risate e storie di vita

Serata di ciclismo, di incontri fra amici, di storie che si intrecciano. E allora ecco che accanto a Fabrizio Macchi spunta all’improvviso il suo grande amico Bruno Arena, ormai presenza fissa alla Notte dei Campioni. Battute e incursioni, ma anche una riflessione profonda quella che lancia il Fico d’India che pedala: a premiarlo con una splendida bicicletta Colnago è Daniele Colli e proprio Bruno ha voluto ricordare la storia del corridore milanese.

«Oggi ride, ma un anno fa questo ragazzo era in un letto d’ospedale con tubi e tubicini attaccati ovunque, gli avevano asportato un tumore al ginocchio, altro che storie. Ed il fatto che Daniele sia qui con noi dopo essere tornato a correre, è un messaggio importante per tutti».

«Grazie Bruno – ha replicato Daniele – ma mi piace ricordare che il prossimo anno correrò in sella ad una Colnago nelle file del Team Type1, una squadra che porta nel mondo un messaggio altrettanto importante per spiegare che è possibile vivere una vita normalissima pur soffrendo di diabete». «Sì ma adesso basta parlare di cose serie, pensiamo a questa bici magnifica… Mi toccherà pedalarci sopra e naturalmen te fare un sacco di fatica…» chiosa Arena tra le risate generali.

I premiati di Capodarco

La Notte degli Oscar è da sempre la grande festa dei giovani e tra i dilettanti c’è una gara che viene considerata come un vero e proprio campionato mondiale d’estate: parliamo del Gran Premio Capodarco. Grazie al patron Gaetano Gazzoli, tornano sul palco i due grandi protagonisti dell’edizione 2011, vale a dire il vincitore Mattia Cattaneo ed il secondo arrivato Enrico Battaglin.

«Ogni anno a Capodarco viviamo delle emozioni stupende – spiega con orgoglio misto a timidezza il buon Gazzoli. – E lo dobbiamo all’impegno di questi ragazzi che ci regalano gioie straordinarie e che riescono a scatenare i tifosi quando si danno battaglia sull’ormai famoso muro di Capodarco».

Battaglin, un atleta completo

Quest’anno a Capodarco Enrico Battaglin ha dovuto accontentarsi del secondo posto. Cycling Real Time lo ha voluto premiare come atleta più rappresentativo della stagione, come il talento che è il connubio ideale fra il mondo degli Under 23 e quello dei professionisti. A consegnargli il riconoscimento, il vicepresidente della Federciclismo Gianni Sommariva.

«Una stagione davvero buona, la mia – conferma Battaglin – anche perché sono riuscito a vincere belle corse tra i dilettanti e anche tra i professionisti mi è riuscito il capolavoro a Peccioli. So che dal prossimo anno sarà tutto più difficile ma sono pronto».

Confessioni da ragazzi

L’anno scorso gli Oscar tuttoBICI avevano segnato il netto predominio del Veneto. Stavolta il Centro Italia si è preso una bella rivincita grazie ad un toscano e ad un laziale figlio d’arte.

Nella categoria Allievi, dopo un appassionante testa a testa con Mattia Viel, l’Oscar è andato al sedicenne pistoiese Niccolò Pacinotti. Ha sì vinto sette corse ma confessa: «La soddisfazione più bella non è arrivata da una vittoria ma da un terzo posto. Quello che mi ha portato la medaglia di bronzo in azzurro all’Olympic Festival di Trebisonda, le olimpiadi della gioventù in Turchia, nella prova su strada».

«A premiarlo avrebbe dovuto essere con noi il dottor Giorgio Squinzi, il signor Mapei – ha spiegato il direttore Stagi alla platea. – Ma la crisi di governo lo ha costretto a raggiungere Roma, per una riunione urgente di Confindustria. Colgo l’occasione anche per portare il saluto di Ernesto Colnago,. Non ha potuto essere qui a Verona perché di ritorno in queste ore dal Giappone dove si è recato per partecipare ad una importante fiera del settore».

Valerio Conti, il nuovo Contador?

Dopo il toscano Pacintotti, è stata la volta di un figlio d’arte: suo papà Franco da dilettante ha vinto il Giro Baby e poi è stato professionista e come lui lo zio Noè. Con la maglia della Guazzolini Coratti, Valerio Conti ha vinto 10 corse tra le quali la 3Tre Bresciana, l’internazionale di Solighetto e la prima tappa del Trofeo Carlsberg in maglia azzurra.

«Mi dicono che in salita ricordo Contador, tanto è vero che i miei tifosi mi hanno ribattezzato “Contidor”, ma io sarei felicissimo di realizzare solo la metà di quello che ha fatto il grande Alberto».

Chi con i suoi campioni spesso si è misurato proprio con Contador è il presidente di Liquigas e di Liquigas Sport, il dottor Paolo Dal Lago. Dopo aver premiato Conti ha spiegato: «Lo scorso anno eravamo su questo palco per festeggiare la grande stagione dei nostri capitani nei Grandi Giri.

Stavolta siamo qui per premiare dei giovani e per parlare di una annata nella quale anche i giovani del nostro team hanno fatto grandi cose, confermando la bontà della strada che abbiamo intrapreso insieme ai nostri responsabili tecnici».

Premio Ennio Piscina

Nella Notte che il ciclismo dedica ai giovani, ha trovato meritatamente spazio chi aiuta i giovani ciclisti a muovere i primi passi nel mondo del professionismo e a gettare le basi per una carriera davvero importante.

Per il terzo anno la Notte dei Campioni ha ospitato il premio dedicato alla memoria di Ennio Piscina, grande direttore sportivo che ci ha lasciato troppo presto. Voluto da suo figlio Omar, il Premio Ennio Piscina viene attribuito al miglior direttore sportivo della stagione. Una giuria di giornalisti, guidata dal ct Paolo Bettini, ha eletto Roberto Reverberi, tecnico della Colnago CSF dei giovani talenti azzurri. A premiarlo, ovviamente, Omar Piscina, che oggi guida la formazione dilettantistica della Viris Maserati.

Roberto Reverberi, miglior ds

«Non ho avuto l’onore di conoscere personalmente Ennio Piscina – ha spiegato Roberto Reverberi – ma mio padre Bruno mi ha parlato di lui e del lavoro che ha sempre svolto con i giovani. Per questo ricevere questo premio rappresenta per me una grande soddisfazione, al termine di una stagione nella quale siamo riusciti a fare cose davvero importanti con atleti come Modolo, Beletti, Pozzovivo, Brambilla e via elencando. Ed il prossimo anno riproporremo la sfida puntando su una Colnago Csf giovanissima composta solo ed esclusivamente da corridori italiani».

Il cavalier Pietro Rosino Santini consegna a Stefano Civettini, presidente del Gs Domus, il premio Cycling Real Time per l’ottima organizzazione della Settimana Lombarda.

Dirigenti doc

Cycling Real Time da tradizione assegna un riconoscimento anche ad una società organizzatrice di lungo corso. Per il 2011 la scelta è caduta sul Gs Domus che ha celebrato 50 anni di attività e che organizza la Settimana Lombarda by Bergamasca.

Premiato dal cavalier Pietro Rosino Santini, titolare del maglificio Santini, il presidente della Domus, Stefano Civettini, non ha nascosto la sua emozione: «Da 41 anni organizziamo questa corsa e vi assicuro che non è un’impresa facile. Vi basti pensare che attorno alla nostra società ruota una squadra composta da più di 400 volontari. Ed è con loro e con compagni di viaggio come Gianni Sommariva che voglio condividere questo riconoscimento».

Da un dirigente che continua ad uno che, con la sua famiglia, per 25 anni è stato protagonista nel ciclismo ed ora ha deciso di fare, speriamo momentaneamente, un passo indietro.

Lui è Imerio Lucchini, prima corridore, poi dirigente e sponsor con la Lucchini Costruzioni. Trattenuto a Brescia da un improvviso impegno di lavoro, Imerio è stato rappresentato dal cugino Alberto Lucchini. Ha ritirato il premio Cycling Real Time dalle mani di Alberto Arici di Mondo Italia Gallery.

Oscar al femminile

Due ragazze, due campionesse titolate, due atlete che per la quinta volta in carriera hanno conquistato l’Oscar tuttoBICI. Il fatto costituisce un “unicum” straordinario per il nostro premio che ha celebrato la sua sedicesima edizione.

«L’Oscar tuttoBICI è sempre stato uno dei miei grandi obiettivi. Essere riuscita a vincerlo ancora una volta mi ha fatto molto felice» ha spiegato Rossella Ratto. Nella stagione appena conclusa ha conquistato il doppio titolo europeo della crono e della prova su strada.

Una lezione di sport da Giorgia Bronzini

Da parte sua, prima di ricevere l’Oscar dalle mani della responsabile marketing di Vittoria Claire Campagne, la bicampionessa mondiale Giorgia Bronzini ha regalato ai presenti e ai telespettatori una autentica lezione di sport.

«Il merito di questo nuovo titolo mondiale è da dividere con tutta la squadra. In nazionale riusciamo a trovare una sintonia perfetta. Siamo professioniste e per un giorno ci spogliamo di ogni invidia, di ogni rivalità e di ogni dissidio. Ci unisce un obiettivo unico e non importa chi riesce a vincere.

È successo a Melbourne dove non ero tra le favoritissime, si è ripetuto a Copenhagen dove il percorso era certamente più adatto alle mie caratteristiche. E spero che questa unione possa continuare a lungo, anche con l’appoggio di nuove atlete. Il nostro obiettivo è quello di insegnare alle più giovani. Per questo ritengo siano importanti i giorni che viviamo in ritiro insieme alle nuove leve cercando di trasmettere loro la nostra esperienza. Londra? È un obiettivo per me e per tutte le mie compagne di squadra».

Monumento Cipollini

Sul palco della Gran Guardia, arriva lo spazio per il mito: ad occuparlo è Mario Cipollini. Cipollini ritira un premio alla carriera non molto convenzionale, se non altro per il modo in cui gli è stato consegnato. A premiare Re Leone sono stati infatti Andrea Noè, Marco Marcato, Simone Ponzi e Domenico Pozzovivo.

Sono corridori tutti in attività, di età diverse, con la “chicca” di Noè che faceva parte addirittura del treno di Super Mario in occasione della sua ultima vittoria.

Appena il tempo per Davide Cassani di ricordare che Cipollini poche settimane fa ha stravinto una gara nella quale lui è arrivato ultimo e per lo stesso Supermario di parlare di una sua esibizione in Giappone.

Il racconto di Super Mario

«Ero là per questioni di marketing, hanno organizzato un evento su pista per l’inaugurazione di un velodromo. Mi hanno chiesto di pedalare con Guardini e Viviani. Abbiamo visto che in pista avevo qualcosa da dire e così abbiamo corso e vinto insieme » – che sul palco irrompe l’irresistibile comicità di Bruno Arena. «Visto Mario? Siamo campioni della stessa altezza…».

E a Noè, viste le disastrose piogge torrenziali di inizio novembre: «Quando finirà il diluvio?». Non si è salvato ovviamente Ponzi con la sua pettinatura “tutta guglie”, mentre Pozzovivo è stato eletto corridore ideale visto che è “poco alto” quanto lo stesso Bruno…

Cercando di riprendere un discorso serio, Cipollini ha spiegato: «Ricevere un premio alla carriera è sempre una cosa dolce-amara. Oerché significa che qualcosa di buono hai fatto ma anche che il tuo tempo inesorabilmente è passato. Il futuro della velocità? Credo che con Guardini e Viviani si possa andare lontano».

«Ma baaasta!»: l’intercalare tipico di Arena (nei panni dell’autista di autobus alle prese con una bambina petulante) ha riportato tutti alle risate, coinvolgendo i corridori, Cipollini e gli or – mai disarmati Cassani e Fabretti.

La meglio gioventù

Già, quella che è alle soglie della massima categoria ed è curioso il caso di Matteo Busato e Fabio Aru, vincitori tra gli Élite e gli Under 23, che nel 2012 prima si sfideranno tra i dilettanti e nella seconda parte della stagione si batteranno tra i professionisti.

Il tricolore Busato, dopo essere stato premiato dal direttore commerciale di Keforma Valerio Marcelli, ha spiegato: «In quest’annata ho colto risultati importanti, ora spero di ripetermi con la ma glia del Team Idea. Disputerò i primi mesi con la formazione di Borghi e Cannone tra i dilettanti cercando di onorare al meglio la mia maglia tricolore e poi realizzerò il mio sogno passando tra i professionisti con il team diretto da Davide Boifava. Sarà una grande occasione, voglio giocarmela con tutte le mie forze».

Come lui, anche Fabio Aru: l’anno prossimo sarà uno dei dilettanti più in vista sempre con la maglia della Palazzago di Olivano Locatelli e poi esordirà nella massima categoria con i colori della Astana di Beppe Martinelli.

«Sono orgoglioso di premiare Aru – ha detto Luciano Rui, direttore sportivo del la Zalf Désirée Fior – perché è un corridore molto forte e riconosco che quest’anno ci ha fatto veramente sudare, specialmente nelle gare in salita. E al tempo stesso sono onorato di rappresentare in questa serata la famiglia Lucchetta, impeganta proprio in questo momento nel vernissage della grande mostra di Genova dedicata a Gauguin e Van Gogh».

Special guest, Neri Marcorè

Come ogni anno la Notte dei Campioni ospita una personalità che ami il ciclismo per passione o per pratica. Sul palco della Gran Guardia è salito uno degli attori più applauditi ed eclettici del cinema, del teatro e della tv italiana, un tifoso di ciclismo ma anche un praticante accanito.

Per essere con noi a Verona, è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio costringendo il regista del film che sta girando a concedergli qualche ora di permesso. Arrivato a serata appena iniziata, il mattino seguente per Neri Marcorè la sveglia è suonata alle 5.30 per prendere l’aereo che lo riportava a Roma. A premiarlo con una fiammante bicicletta Colnago è stato il commendator Alcide Cerato, presidente del Ciclismo Professionistico della Federciclismo.

Il commento dell’attore

«Il ciclismo mi è sempre piaciuto. Da giovane imitavo anche il grande Adriano De Zan (bello l’applauso che la sala ha voluto tributare all’indimenticabile “voce” del ciclismo, ndr). Mi piace molto questo sport che si basa sulla fatica, sulla tenacia e sulla passione molto più di altri sport.

Ho ereditato la passione da mio padre che ogni 16 agosto mi portava a Capodarco. Era il suo paese natale, stavamo lì tutto il giorno con i suoi amici per vivere appie no l’atmosfera di quella giornata speciale. Così ho ereditato questa abitudine. L’amico Gaetano Gazzoli mi invita sempre ad ogni iniziativa che riguarda Capodarco e la sua Comunità e se non ho impegni cerco di essere presente a questa manifestazione che è il volano di tante altre iniziative importanti.

Pedalare, che emozione e… che fatica!

Il ciclismo lo seguo tutte le volte che posso, l’anno scorso ho vissuto per la prima volta “dall’interno” una tappa del Giro d’Italia e mi sono entusiasmato. In sella… beh, potrei cavarmela bene nel surplace… A parte gli scherzi, vivo a Roma che non è la città più ciclabile del mondo. Ma quando sono a casa mia, nelle Marche, un giro in bici lo faccio sempre volentieri.

Poco tempo fa mi sono lasciato trascinare a disputare una pedalata benefica che si concludeva a Loreto. In pianura è andato tutto bene. Ma quando la strada ha cominciato a salire vi garantisco che ho visto molto bene la Madonna, già molto prima di arrivare al Santuario…».

Tra una battuta e l’altra, con le incursioni dell’implacabile Bruno Arena, i due attori hanno colto l’occasione per ricordare due amici del ciclismo che ci hanno lasciato. Parliamo di Pietro Strappa, storico direttore sportivo della Montegranaro, e Andrea Pinarello, figlio del grande Nane.

Daniele Colli e Bruno Arena dei Fichi d’India sul palco della Gran Guardia. A Bruno, il corridore milanese ha consegnato una fiammante Colnago.

Number one: Michele Scarponi

Per ultimo, come da tradizione, è stato chiamato sul palco Michele Scarponi: è il vincitore dell’Oscar tuttoBICI riservato ai professionisti. «Questo premio, unito al fatto di essere il numero 5 della classifica mondiale, rende bene l’idea di quanto sia stata importante per me questa stagione.

Piazzamenti e vittorie mi hanno permesso di essere qui su questo palco. Di essere premiato da due grandi personaggi del ciclismo come Mario e Cordiano Dagnoni, di… battere il mio amico Neri Marcorè nella corsa all’Oscar. Di misurarmi a suon di battute con Bruno Arena, di godermi l’applauso di questa platea straordinaria e di pensare alla prossima stagione con una determinazione ancora maggiore.

Una stagione nella quale avrò un obiettivo rosa, ma non solo quello… Diciamo che mi piacerebbe molto ritrovarmi qui con voi il prossimo anno. Sapete, questo Oscar tuttoBICI a me piace proprio tanto…».

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TuttoBici

tuttoBICI è un mensile dedicato al ciclismo agonistico. Nato nel 1995, dal 2014 ha operato la scelta digitale. In libreria il 1° di ogni mese, dedica spazio a campioni e storie di tutte le categorie, dagli Esordienti ai Prof, raccontate da firme d’eccellenza

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