Una croce sulla Rocca Davì: il percorso per raggiungerlaTempo di lettura: 3'

0

A Frabosa Soprana, Cuneo, un itinerario per escursionisti e alpinisti verso la croce sulla Rocca Davì. Ecco il percorso

Il 28 Febbraio, tre soci della sottosezione GEB del CAI di Torino (Beppe Borione e Sileno Berto, oltre a chi scrive) hanno posto una piccola croce sulla Rocca Davì. È la cima che sovrasta il sentiero che collega Miroglio a Frabosa Sottana e si estende fino alle “Rocce di Costabella” in Frazione Serro di Frabosa, aperto in memoria di Francesco Musso che è stato presidente e operatore TAM fino alla sua dipartita avvenuta il 15 settembre 2012.

La croce (omaggio di un amico salesiano) è in ottone, forgiata negli anni ’50 da una ditta che produceva arredi sacri.

Come arrivare in cima

Una croce sulla Rocca Davì: il percorso per raggiungerla

Si perviene a questa bella torre rocciosa uscendo dall’autostrada Torino – Savona, a Mondovì. Si prosegue quindi per Villanova, deviando a sinistra dove vi è il cartello per Frabosa Soprana.

La frazione che fa da spartiacque è Frabosa Sottana. Da qui si prosegue a destra in direzione di Artesina e Prato Nevoso. Attraversare il torrente su un ponte che s’incontra prima del paese di Miroglio (strada che valica il Maudagna e si dirige al Camposanto della frazione in oggetto). Parcheggiate subito oltre il ponte (destra idrografica), in concomitanza del primo cartello che indica il sentiero dedicato alla memoria di Francesco Musso.

Dopo aver lasciato l’auto

Dal parcheggio si segue il sentiero dell’acquedotto fino a una prima chiusa. Transitare a destra sino a portarsi sull’acquedotto vero e proprio. Percorrerlo per circa 1 km. Caratteristico è un primo rientro con mancorrente. Dopo altri 500 metri s’incontra la galleria di cui l’Enel ha la manutenzione che resta chiusa al pubblico.

Da qui salire i gradini costruiti a suo tempo da diversi operatori del CAI GEB, che oggi ne curano la manutenzione, dietro invito della commissione TAM del Piemonte e Valle d’Aosta. I gradini permettono di scavalcare la galleria per un ripido bosco che porta a un colletto posto a 60 m sopra la galleria stessa dove è stata posta la targa in ricordo di Francesco Musso.

Il percorso prosegue verso le Grotte del Caudano

È stato allestito in un breve tratto di discesa sul versante opposto (sua prosecuzione) con una corda che fa da mancorrente, fino a tornare oltre la galleria chiusa con lucchetto, perché mantenuta dall’Enel, sul sentiero dell’acquedotto.

Da qui per accedere alla vetta dove è stata posta la croce, occorre lasciare il sentiero sulla sinistra (verso di salita). Userete con precauzione una corda non più nuova (fissata solo da una parte) che traversa una serie di facili torrioni con leggera esposizione verso il versante di salita.

Verso la vetta di Rocca Davì

Arrivati su un pianoro all’uscita della via dei 150 anni del CAI (IV+), continuare in piano verso le guglie che sporgono sulla strada sottostante. A destra non è difficile notare un torrione staccato che strapiomba sul lato da cui noi perveniamo e forma una cresta sul versante che si affaccia alla strada.

Girare in direzione del versante sud-est. Se si è sulla via giusta, noterete in una nicchia un libro di vetta per le firme. Da qui parte la via normale alla vetta, di difficoltà moderate (II grado, 15 metri di altezza), ma da non compiersi slegati solo per la forte esposizione.

A metà della cresta vi è un chiodo per assicurarsi. Superato l’unico tratto meno appoggiato, si sale a un secondo risalto che porta all’apice, ove è stata posta la nuova croce di vetta. Discesa “disarrampicando” per la stessa via di salita. Da Miroglio calcolare con calma 1 ora di salita in totale.

LODOVICO MARCHISIO

Leggi anche: l’itinerario a piedi dalla Val Germanasca al Grand Queyron

Related Post

Vita Diocesana Pinerolese

Vita Diocesana Pinerolese è il primo free press cattolico del Piemonte e dal 2009 viene distribuito gratuitamente in 15.000 copie sull’intero territorio della Diocesi. Sul territorio pinerolese sono presenti più di quaranta volontari impegnati nella redazione dei testi e nella distribuzione del giornale.

Leave A Reply

Altro... Tempo libero
Luca Germena, l’artista di Avigliano che fa rivivere il legno

Panettone: storia, ingredienti, calorie e nutrienti

Chiudi