Visitare l’Isola del Tino: quando fare l’escursione e cosa vedereTempo di lettura: 2'

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Alla scoperta dell’Isola del Tino: la suggestiva località ligure è visitabile un solo giorno all’anno, il 13 settembre. Ecco cosa potete vedere durante l’escursione

Un’escursione all’Isola del Tino è un evento estremamente raro. Il fatto è eccezionale perché l’isola, riservata a zona militare, è visitabile solo il 13 settembre (festa di San Venerio, patrono del Golfo della Spezia e, dal 1961, protettore dei fanalisti d’Italia quindi anche patrono dell’isola).

Dove si trova

Ubicata nel Mar Ligure, all’estremità occidentale del Golfo della Spezia (il “Golfo dei Poeti”), con il suo territorio fa parte del comune di Porto Venere.

Visitare l’Isola del Tino: quando fare l'escursione e cosa vedere

Essa dista 500 m dall’Isola Palmaria e 2,5 km dalla terraferma. Dal 1997 l’isola del Tino, insieme alle altre isole Palmaria e Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre, è stata inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. L’isola del Tino può essere considerata, fra le tre isole del Golfo, come quella “intermedia”, sia come dimensioni, sia come posizione.

A Nord troviamo l’isola Palmaria, la più estesa. A Sud vi è l’isolotto del Tinetto (poco più di uno scoglio) che con imbarcazioni private è abbordabile tutto l’anno. Conseguenza del fatto che l’isola sia territorio militare è il divieto di attracco di ogni mezzo natante non autorizzato e la navigazione entro una fascia di sicurezza.

Cosa vedere durante l’escursione

Il suo territorio ha potuto conservarsi indenne da sfruttamenti edilizi. Quando è possibile approdare all’isola del Tino, la visita è limitata ad una piccola zona comprendente il molo d’attracco, una piccola parte della scogliera, la spiaggia e il faro.

Attualmente, infatti, sia per il rischio di frane che di incendi, senza la vigilanza speciale degli organi preposti, anche se l’isola era ben presidiata perché nessun visitatore si inoltrasse in zone pericolose e vietate, si può solo salire per stradina o per delle scalinate che ne abbreviano il percorso, alla sommità del faro da cui si gode però di una vista incomparabile sul Tinetto, Palmaria e di un panorama a 360° tutt’intorno. È comunque necessario firmare un nullaosta, prima di accedere alla sommità dell’isola.

Non perdete le balconate

Le due balconate circolari, una dove vi è il faro di vetta e l’altra situata poco sotto, sono veramente adrenaliniche. Valgono la pena di essere percorse per intero. Queste due chicche da sole meritano in pieno la visita dell’isola.

Scesi dalla cima (passeggiata di un’ora compresa la visita del faro), è ancora possibile inoltrarsi in una galleria aperta che conduce dopo 100 m circa a una grata con vista a picco sul mare.

Non è invece più possibile visitare l’Area Sacra (comprendente una chiesetta) per pericolo di frane in atto. È possibile invece la balneazione in un ritaglio di costa adibito per questa rara occasione a piccola spiaggetta. Dopo la festa del patrono di martedì 13 settembre questo lembo di terra in mezzo al mare è tornata ad essere il sogno di molti e un tratto proibito della riviera ligure, per tutelarla come essa merita.

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