Catamarani: a volte meglio dei monoscafiTempo di lettura: 4'

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Grandi, piccoli, “cattivi” o tranquilli, i catamarani si sono evoluti e sfidano a viso aperto i monoscafi. Vi mostriamo il meglio sul mercato. Con una sorpresa finale

di Simon Mastrangelo e Alessandro de Angelis
catamarano
Hanno conquistato le regate oceaniche, i record di velocità, l’aristocratica Coppa America e, a giudicare dall’ampia varietà e qualità dei catamarani che ritroverete in questo articolo, si apprestano ad insidiare il predominio dei monoscafi nel mercato del diporto. Antichi quasi quanto il primo “passo” dell’uomo sull’acqua, le barche a due scafi hanno una storia di millenni.
In principio era il kattu- maram (nella lingua Tamil significa “legno legato”): imbarcazione a due tronchi che solcava le acque del sud dell’India e del nord-est dello Sri Lanka circa diecimila anni fa.
Nello stesso periodo i popoli della Polinesia, Micronesia e Melanesia colonizzavano il Pacifico sempre a bordo di canoe a due scafi.

Il progettista Herreshoff

Le radici storiche moderne invece risalgono al 1876, quando Nathanael Green Herreshoff (progettista ineguagliato vincitore per 6 volte della Coppa America) si presenta con un catamarano di 25 piedi alla regata del centenario della nascita degli USA. Amaryllis, così si chiama il multiscafo firmato da Capt. Nat., sbaraglia i monoscafi della sua categoria “sopravanzava una barca dopo l’altra neanche fossero ancorate!”.
Herreshoff, primo al traguardo, viene squalificato per un cavillo del regolamento, o più semplicemente per gelosia, cosa che non gli sottrae il primato storico di aver creato l’antenato di tutti i catamarani sportivi.
Tanto geniale quanto prematuro visto che bisognerà aspettare un’altro mezzo secolo per vedere il primo catamarano da crociera, il 38 piedi Manukai ideato e costruito nel 1947 dal pioniere del surf WoodBridge Brown, navigare dalle Hawaii a Los Angeles tenendo medie superiori ai 15 nodi.
Da allora i progetti e le barche si moltiplicano in tutto il globo, dal nuovo al vecchio continente, fino al 1983 quando si entra nell’era moderna del catamarano con Fountaine-Pajot che vara il “primo” multi di grande serie Louisiane 37, pensato come mezzo economico con un buon compromesso tra prestazioni e spazi interni.
Negli ultimi 20 anni i catamarani non hanno smesso di ampliare la loro offerta, creando e conquistando un pubblico ampio ed eterogeneo, con una crescente attenzione allo spazio, alle prestazioni e ultimamente anche all’estetica.


L’Italia rispetto agli altri paesi europei e in particolare alla Francia si apre con diversi anni di ritardo al mercato dei multiscafi.

Il parere dell’Ing. Contreas

Siamo andati a chieder all’Ing. Enrico Contreas (progettista del pluripremiato catamarano sportivo Mattia Esse e dei catamarani da crociera veloce Mattia) di spiegarci il perché di questo ritardo. “La scarsa diffusione, fino a qualche anno fa, dei multiscafi, ha due ragioni principali. la prima, culturale, riguarda la scarsa presenza di catamarani nelle scuole di vela.
In questo modo gli allievi crescono senza il cromosoma dei multiscafi nel loro DNA velico. la seconda, più nota, riguarda la larghezza dei cata e la difficoltà in alcune zone di reperire un posto barca adeguato e a un prezzo non punitivo”.
La crescita del segmento dei monomarani (monoscafi con spazi da catamarano) “è dovuta in parte proprio a quella fetta di clienti che vorrebbero un catamarano ma non hanno la possibilità di trovare un posto adeguato nei marina”.
Se il tema dei posti barca rimane un problema, l’aspetto culturale sta decisamente cambiando “adesso i diportisti sono più pre parati.
Quando ho iniziato a esporre al salone di Genova, 30 anni fa, passavo il tempo a spiegare cos’era un catamarano mentre adesso riesco a parlare delle caratteristiche delle mie barche come quelle di un qualsiasi monoscafo”.
La maggiore apertura ai cata da parte del pubblico deriva sia da una crescente “caratterizzazione” dei cantieri verso un ben preciso aspetto (volumi sull’acqua, prestazioni, finiture) sia per la grande diffusione di questi mezzi nel mondo del charter.

catamarano tarantella
IL PRIMO NEL 1875 Il 25 piedi del 1880 Tarantella, nella foto, è il gemello di Amaryllis: primo catamarano sportivo della storia dello yachting nato dal genio progettuale di Nat. Herreshoff nel 1875.

UN’EVOLUZIONE CHE NON SI FERMA

Prima di lasciarci l’Ing.Contreas ci fa sbirciare nella sua sfera di cristallo il futuro prossimo del catamarano. Prendiamo spunto dall’introduzione delle derive curve (cosiddetti foil di alleggerimento che con la loro portanza diminuiscono la superficie bagnata) sul nuovo Mattia 52, che non tarderanno ad arrivare anche sugli scafi di altri cantieri, per capire quali sono i vantaggi reali di queste derive nell’ambito crocieristico.
“Le ragioni per cui abbiamo adottato la deriva curva sono quattro: la scassa di deriva si sposa meglio con il fianco curvo della barca e perdiamo meno spazio interno; la “lama” quando è sollevata non esce dalla pianta dell’imbarcazione e non rischia di impattare con le barche di fianco; una maggiore, seppur limitata, portanza in alcune andature; rispondere per primi a quella che diventerà una moda”.
I foil di alleggerimento sono già realtà ma presto lo potrebbe “essere anche la vela rigida che ha già dimostrato in ambito agonistico le sue potenzialità. Io faccio parte di un gruppo di studio che si sta occupando di questo problema e speriamo di riuscire a realizzare una vela rigida collassabile che si possa ammainare quando si è in rada”.
 
 

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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