Crociera in barca a vela: tutti i segretiTempo di lettura: 20'

0

Tutti i segreti per una perfetta crociera in barca vela.


Abbiamo chiesto a Stefania Mattioli, la nostra esperta di vita in barca, di svelarci i segreti per una crociera perfetta in barca a vela. Ecco come è nato questo dizionario. Alcune cose le saprete già, alcune vi stupiranno, qualcun’altra vi farà sorridere. Di sicuro, dopo avere letto, sarete pronti a vivere una vacanza indimenticabile
di Stefania Mattioli
L\’ABC della “crociera in barca a vela” nasce un po’ per gioco e un po’ no, con l’intento serio, ma non troppo, di fornire alcuni consigli pratici a chi si accinge ad intraprendere una vacanza in barca, magari per la prima volta. È ovvio, le “parole nautiche”, di senso compiuto, imputabili ad ogni singola sillaba avrebbero potuto esser molte di più e forse più appropriate. Quelle elencate, a dire il vero, sono scaturite da esperienze ed emozioni provate in mare e dall’insolita collaborazione di capitani, marinai e mozzi incontrati in viaggio. Gente che in barca ci va per motivi assai diversi: per amore, passione, professione e amicizia.
Uomini e donne che non posso definire amici, né conoscenti, ma semplicemente persone alle quali ho tirato la cima, stretto la mano, lanciato uno sguardo complice durante un passaggio radente sul molo. Tutti hanno accettato, senza alcuna esitazione, di rispondere alle domande e questo la dice lunga sul legame sottile e fortissimo che in mare si stabilisce con l’altro.

L\’ABC

Senza alcuna presunzione o velleità eccessivamente didattica, l’ABC e i suoi autori rivelano che ad accomunare i neofiti ai marinai esperti, in fondo in fondo, è la voglia di mettersi in gioco e sperimentare la natura. Per chi sceglie di fare una vacanza in barca a vela il viaggio comincia nel momento della decisione. Un viaggio che sarà soprattutto un’esperienza di vita fatta di ricordi unici, difficili da dimenticare. Perché in barca si fa esperienza di sé, si assapora il gusto della scoperta anche quando la rotta dura, giustappunto, il tempo di una vacanza e l’avventura è decisamente meno perigliosa di quella di Odisseo.

come ANCORAGGIO

È un’operazione assai delicata che richiede attenzione ma in cambio garantisce silenzio, natura odorosa e bagni adamitici. Ovvero relax durante la crociera in barca a vela.

L’importante è che la barca sia dotata di un verricello funzionante (eviterà inutili fatiche) e di una buona linea di ancoraggio costituita, oltre che dall’ancora stessa, da: grippiale (galleggiante che identifica il posto dove si trova l’ancora), catena (la sua lunghezza deve essere proporzionale alla profondità – almeno 5 a 1) e tessile. E’ inoltre essenziale valutare il tipo di fondale poiché determina la tenuta o meno dell’ancora: sabbia e fango sono i fondali migliori, quelli algosi possono rivelarsi ostici, di sassi difficili e rocciosi impossibili. Una volta che si è individuato il luogo giusto, barca contro vento e giù con la catena sino a che non è ben tesa. Preparatevi, non sempre tutto funziona al primo colpo, spesso è necessario tentare più volte. Bisogna avere pazienza, sangue freddo e non perdersi d’animo, capita anche ai più esperti.
Costanza e metodo garantiscono il risultato e per stare tranquilli è consigliabile un bagno di ricognizione con maschera e pinne. Quali le condizioni ideali? Vento debole, assenza di onda, fondale buon tenitore e poca gente intorno: molti si mettono di vedetta e dovunque deciderai di ancorarti sarai sempre sulla loro ancora! Sebbene i pareri siano discordi e ognuno assecondi le proprie preferenze, per affrontare ogni evenienza, è preferibile avere a bordo più ancore diverse fra loro: Danfort (adatta a tutti i fondali), CQR (da evitare sui fondali con alghe), Ammiragliato. E magari una polivalente della nuova generazione, come la Rocna.

come BUSSOLA

bussola
Quelle tradizionali si guastano raramente e in certi casi possono rivelarsi una vera e propria “ancora di salvezza”. Le bussole elettroniche o magnetiche, perché siano affidabili, vanno tarate con i consueti “giri di bussola”, attenzione all’influsso di corpi metallici (mai mettere una chiave inglese accanto a una bussola magnetica, il rischio è perderla davvero!). Impiegarle in modo complementare (tradizionale e elettronica) offre la possibilità di verificarne il funzionamento e avere la certezza della direzione.

Bimbi a bordo

B anche come Bimbi a bordo, contrariamente a quanto si può pensare la barca è un habitat ideale per i più piccoli, anche neonati: ricostruisce l’ambiente domestico in uno spazio a misura di bambino dove è possibile ripristinare i ritmi abituali. Impossibile non ricordare che B vuol dire Bagno: durante la crociera in barca a vela, a qualsiasi ora del giorno, è puro godimento (ricordatevi di controllare che la scaletta sia in posizione corretta e di norma lasciate sempre un membro dell’equipaggio a bordo).

come CAMBUSA


Cosa mangiare durante la nostra crociera in barca a vela? Per molti un vero piacere, un divertimento che richiede organizzazione soprattutto in relazione alla durata della navigazione e alla rotta stabilita. Senza farsi prendere dall’ansia “rischio denutrizione”, è bene imbarcare una scorta di pasta, riso, polpa di pomodoro a lunga conservazione, scatolame (dalla carne, ai legumi, alla frutta sciroppata) e cibi secchi (grissini, fette biscottare, cracker). Certo, a fare la differenza sono la capienza del frigo, il numero dell’equipaggio e la vostra capacità di adattamento.
In base alla mia esperienza mediterranea fare la spesa non è quasi mai un problema, anzi. Il suggerimento è acquistare, tappa dopo tappa, i cibi freschi e le specialità del luogo (in tal senso i mercatini locali sono quasi sempre una garanzia). Rinunciare alle proprie abitudini alimentari per un po’ di tempo non può fare che bene, aiuta a scoprire stili di vita differenti rispetto a quello conosciuto. Per non trovare sorprese spiacevoli basta stivare gli alimenti con metodo e buon senso (chiusure ermetiche a prova di umido, evitare di acquistare grosse quantità di frutta e verdura se il frigo è piccolo).

Convivenza

In barca C sta soprattutto per Convivenza. La necessità di condividere spazi ristretti, tempo e scelte con altre persone implica una predisposizione all’adattamento, al rispetto altrui e alla tolleranza. Soprattutto durante una crociera in barca a vela. In tal senso una lettura illuminante è “La dimensione nascosta” di Edward Hall (Bompiani). Il libro analizza la Prossemica scienza che studia i rapporti tra le persone in situazioni di affollamento: in sintesi, ognuno di noi vive in una bolla, più o meno grande, che può essere attraversata impunemente dai famigliari più stretti senza creare stress. Se invece ad attraversare la bolla sono gli estranei si crea una situazione di disagio che può sfociare nell’aggressività. Vi garantisco che la barca ne è esempio lampante.

Carte nautiche

C significa anche Carte nautiche, ringraziamo chi ha passato la vita a prepararle con scrupolosa precisione ricordando che quelle compatibili con il Gps sono marchiate Wgs84; Comandante, per usi e costumi, è sempre più difficile ubbidire a una sola persona ma in barca è bene attenersi alla tradizione; Cime, da tenere in ordine e ben addugliate … in ogni caso la statistica dice che quando le lanci il capo finisce in mare e se le porti a terra sono sempre troppo imbrogliate!

come DELFINI


Il parere è unanime, ad un pubblico eterogeneo di naviganti, forse di ogni epoca, la D evoca i Delfini. Veloci, curiosi, presenza rassicurante, antica e un po’ magica. Capaci di commuovere, arrivano quando meno te l’aspetti e meno di quanto vorresti. Se li avvistate in lontananza evitate di fare rotta sul branco. Saranno loro a decidere se venirvi a trovare, in quel caso se state procedendo a motore spegnetelo e godetevi lo spettacolo, il divertimento è assicurato. Con i delfini non c’entra gran che ma D significa anche Doccia e in barca a volte può rappresentare un problema. Certo, dipende dal tipo di barca, dalla capienza dei serbatoi, avere comunque un occhio di riguardo al consumo di acqua è doveroso. Gli approvvigionamenti non sono sempre facili, soprattutto se si naviga fra arcipelaghi di piccole isole. A meno che non siate dotati di un dissalatore.

come ECO-ESPERIENZA


La crociera in barca a vela offre la possibilità di riscoprire la dimensione naturale delle cose: si viaggia grazie alla forza del vento e si può produrre energia alternativa mediante l’eolico e i pannelli solari. Dotazioni a cui è sciocco rinunciare. È vero, possono essere costose, ma sono un buon investimento per la qualità di vita del pianeta e per il nostro futuro. Il loro funzionamento è legato alla manutenzione costante e alla pulizia, con un po’ di attenzione si rivelano longeve (da 10 a 20 anni).
Potete aiutare la natura anche scegliendo i generatori a idrogeno o fuel cell, per non parlare delle nuove batterie al litio. Per far sì che la barca sia una Eco-Esperienza sino in fondo è bene utilizzare prodotti detergenti biodegradabili, ridurre la produzione di immondizia evitando l’acquisto di cibi rinchiusi in imballaggi imbarazzanti e di bottiglie di plastica (il dissalatore è un ottimo incentivo).

Non buttare a mare

Sarebbe auspicabile abbandonare l’abitudine di “buttare a mare” a prescindere, perché tanto il mare è grande, perché inghiotte ogni cosa e perché così fan tutti. Alibi inaccettabili. Viaggiare durante una crociera in barca a vela equivale ad Esplorare, la prima cosa da fare appena si mette piede a terra per far sì che il viaggio assuma la sua dimensione più autentica che, ancora oggi, è quella della scoperta. Non dimenticate la E di Elica, destrorsa o sinistrorsa che sia va mantenuta pulita e controllata, perderla non è così raro(!) e in manovra è davvero indispensabile.

come FARI E FANALI


Belli, affascinati e rassicuranti i Fari sono per me (e non solo) una visione catalizzante. Passando loro accanto ho spesso immaginato le vite dei guardiani, struggenti, eterne ed infinite come il mare. Poesia a parte, i fari sono utili perché veri riferimenti, spesso punti cospicui, per i naviganti. Sia portolani che carte nautiche aiutano i marinai a riconoscerli fornendo indicazioni precise: a quante miglia sono riconoscibili, quanto sono alti, quale la scansione temporale (secondi) che regola il loro impulso luminoso. Anche i fanali, sebbene soppiantati da cartografico e Gps, hanno conservato la loro importanza.

come GPS


Non è da confondere con il cartografico, non ti dice dove sei ma ti consente di calcolarlo attraverso l’indicazione di longitudine e latitudine da riportare sulla carta nautica. Non tutti lo amano, nonostante le sue indiscusse potenzialità, i puristi sostengono che la sua larga diffusione abbia stravolto l’essenza dell’andar per mare e incentivato la navigazione arrogante di chi, privo di esperienza e conoscenza, crede di sopperire l’assenza di capacità con gli strumenti.
Contare solamente sulla sua presenza, durante una crociera in barca a vela, può essere rischioso, nel caso in cui si guasti ci si può sentir perduti (per questo è consigliabile averne a bordo almeno due).
Riguardo alla praticità… G non può che significare Gavoni, gli spazi più ambiti per stivare ogni genere di cose. Il mio consiglio è di tenerli sempre in ordine e deputarli a contenere cose specifiche. I più meticolosi disegnano persino una mappa/planimetria dei gavoni di tutta la barca, da prua a poppa, indicando per ciascuno il contenuto. È laborioso, però evita di rovistare per ore alla ricerca dell’oggetto smarrito. Succede sempre…

come HOLIDAY


A causa della vita frenetica le vacanze sono sempre più ambite, sognate e desiderate. Quelle in barca, se affrontate con lo spirito giusto, possono rivelarsi una vera e propria esperienza di vita. Sperimentare l’elemento acqua e la natura salmastra del vento rigenera lo spirito, rivitalizza il corpo, restituisce una dimensione temporale difficile da provare in altri contesti. La barca insegna che i programmi sono fatti per essere cambiati, che le cose ritenute indispensabili possono rivelarsi superflue, che il vero lusso è godere del silenzio, affidarsi ai propri pensieri e l’incontro accade inaspettato, con luoghi e persone. Per far sì che ciò accada iniziate dalla valigia, una sacca di media dimensione da riempire con l’essenziale e il libro che non siete ancora riusciti a leggere. Prima di partire lasciate sovrastrutture e convenzioni: l’effetto benefico sarà garantito.

come INCAGLIARSI


Incrociate le dita affinché non accada mai. Le precauzioni da adottare variano a seconda dei pericoli legati al luogo. Consultare carte e portolani è una buona azione preventiva anche se le misure indicate non vanno prese come “oro colato”, i banchi di sabbia si possono muovere, uno scoglio fra molti può rappresentare l’eccezione che conferma la regola. Quando ci si trova in prossimità di fondali a rischio è bene unire alla teoria la pratica: occhio all’ecoscandaglio, sensi allertati. Se per caso dovesse succedere di incagliarsi davvero, la prima cosa da fare è marcia indietro, se non funziona valutare l’andamento della marea.
Se il fondale è sabbioso si può tentare con il brandeggio, oppure far scendere l’equipaggio sul tender e vedere se la diminuzione del peso ripristina la linea di galleggiamento. Chi l’ha sperimentato è d’accordo sul fatto che è una delle cose “peggiori” che possano capitare.

Immersioni

I vuol dire anche Immersioni, non solo quelle d’altura che richiedono esperienza e un’attrezzatura professionale, per scoprire un nuovo mondo bastano maschera e pinne in pochi metri di acqua, meglio se cristallina.

come LASCO


Qual è l’andatura più calda, comoda, rilassante e veloce? Senza dubbio al Lasco, quella che ricorda le lunghe navigazioni oceaniche sulla rotta degli Alisei, quella che entusiasma tutto l’equipaggio, i neofiti e i provetti marinai; quella che dà la maggior sensazione di Libertà e Leggerezza, quella per cui vale la pena sperimentare la navigazione. Guai a dimenticare L come Libri, perché in barca si legge che è un piacere, a oltranza e senza tempo. Ma L vuol dire anche Libeccio, quel ventone che arriva da Ovest o Sud-Ovest, soprattutto nel Tirreno, e che a volte si arrabbia…

come MANUTENZIONE


Impossibile non tenerne conto, una barca è un elemento vivo che richiede continue attenzioni, soprattutto prima di una crociera in barca a vela. Sottoposta all’usura del mare  anche in banchina, la barca va mantenuta di continuo anche per ragioni di sicurezza. Un metodo per controllare che ogni cosa sia al suo posto e in funzione è quello di stilare un elenco dettagliato delle manutenzioni periodiche (coppiglie, grilli, rabbocchi dei serbatoi, dotazioni di sicurezza, ecc.). Non mi dilungo in proposito, ma vi suggerisco di tenere a bordo un testo fondamentale, la bibbia della riparazione per far da soli i mille lavori necessari a bordo della propria barca con trucchi e suggerimenti “Lavori a bordo” di Davide Zerbinati (Nutrimenti).

Meteorologia

La M sta anche per Meteorologia; esistono diversi modi per ricevere o consultare previsioni meteo per telefono o sul web (www.meteomed.it), oppure ancora via VHF (in Italia sul canale 68 trovate il bollettino Meteomar). Di norma, inoltre, i bollettini vengono esposti in ogni porto. Medicinali, senza esagerare è bene partire con quelli consigliati dal proprio medico curante (antipiretico, disinfettante intestinale, antibiotico a largo spettro) e conoscere le norme base di primo soccorso. Poiché il Mal di Mare è sempre in agguato ricordatevi di portare con voi un antinausea.

come NODI

nodi in barca
Durante una crociera in barca a vela “tutti i nodi vengono al pettine”! Ci sono i Nodi di velocità del vento da rilevare con l’anemometro o con la stazione del vento e quelli da assimilare per affrontare ogni evenienza: è sufficiente conoscerne 3 o 4 (colli, mezzi colli, gassa d’amante, nodo parlato, savoia, ecc). Imparare ad eseguire un nodo nella maniera corretta è una questione di responsabilità verso la barca e gli altri membri dell’equipaggio. In più occasioni i nodi si rivelano in tutta la loro semplice utilità, anche sulla terra ferma.

Navigazione notturna

N come Navigazione Notturna, bella e perigliosa, meglio se c’è la luna piena. Il rischio maggiore è la collisione con elementi estranei. Rispetto alla navigazione diurna richiede maggior esperienza, capacità di dominare la propria emotività e una buona organizzazione dei turni di veglia da alternare a quelli di sonno.

come ORDINE


Ordine e Organizzazione in barca non sono mai abbastanza. Ogni cosa deve essere al suo posto, serve per navigare in sicurezza, per trovare subito ciò che occorre nel momento del bisogno. Chi ha un po’ di esperienza sa che è meglio non delegare troppa responsabilità al caso: quando si dice organizzare si intende la partenza, la cambusa, le attrezzature, le dotazioni di sicurezza, la suddivisione dei compiti fra l’equipaggio. Per ogni tratta meglio avere a portata di mano il piano B per affrontare un guasto improvviso, un temporale imprevedibile.

Odissea, Ormeggio

O come Odissea perché tutti abbiamo pensato almeno una volta ad Ulisse; Ormeggio, momento delicato che richiede concentrazione. L’ingresso in porto vuol dire arrivare. Per evitare problemi bisogna allenare il pensiero a prevedere le eventuali manovre, essere pronti ad ogni evenienza e stabilire chi fa che cosa: ogni membro dell’equipaggio deve avere un compito preciso. Un occhio al fondale, parabordi calati e uno libero da portare dove serve, cime in chiaro pronte al lancio e mezzo-marinaio bene in vista.

come PESCA


Un’azione semplice, antica capace di unire l’equipaggio e rendere l’atmosfera più allegra. Meglio se d’altura alla traina da praticare con esche artificiali, rapala o polipetti luminescenti: 150/200 metri di filo da calare a poppa e due buone braccia pronte a recuperare la preda. Confesso, non mi piace vedere boccheggiare il pesce prima di morire, la pulsione è quella di restituirgli la libertà. P come Portolani, da tenere a bordo e consultare con attenzione, indispensabili per non avere cattive sorprese. Quando ne acquistate uno controllate la data di aggiornamento del testo!

come QUADERNO DI BORDO

quaderno di bordo
Non è il semplice diario di bordo a cui siamo abituati, ne tantomeno un notebook, ma un vero quaderno dove annotare sensazioni giornaliere, recuperare l’uso della penna per raccontare a se stessi ciò che si sta vivendo. È un esercizio che aiuta a rivivere le emozioni, che rivela la nostra essenza più autentica lontano dall’habitat consueto. Per me è stata una scoperta. Nel quotidiano non si ha l’abitudine di soffermarsi davanti ai piccoli accadimenti, alle variazioni di umore in relazione a quello che abbiamo intorno: la barca amplifica la percezione, allerta i sensi, dilata il tempo e per mente e corpo può risultare un toccasana.

come REGOLE


Di fatto in barca e soprattutto durante una crociera in barca a vela, affidarsi alle regole è indispensabile per l’armonia a bordo soprattutto fra l’equipaggio (più è numeroso più aumenta la necessità di stabilire regole). Attenersi a “norme” di comportamento riguardo la gestione degli spazi, la suddivisione dei compiti, l’organizzazione di spesa e cucina, è davvero utile: quando si usa il buon senso, si pratica il rispetto dell’altro e dell’ambiente si scopre che la regola è flessibile, si adatta alle circostanze e con un po’ di fantasia può diventare gioco.
Un buon metodo per far digerire le regole anche ai più reticenti è stilare degli elenchi tematici che specificano le diverse operazioni di bordo e affidare a ciascuno la responsabilità di alcune mansioni. Spetta al capitano decidere chi fa che cosa. Per evitare l’ammutinamento è utile assegnare i compiti tenendo conto di preferenze e attitudini di ciascuno.

Le regole a bordo sono decisive per la buona riuscita di una crociera, ancora di più quando l’equipaggio è numeroso

come SICUREZZA


Una crociera in barca a vela deve essere innanzitutto sicura. Mai dimenticare di verificare che a bordo tutto sia funzionante e al proprio posto e che le dotazioni di sicurezza di legge siano in perfetto stato. Se si ha poca esperienza di navigazione meglio essere prudenti, strafare significa creare situazioni rischiose nelle quali è facile perdere il controllo. S come Serbatoi, quello dell’acqua da tener pulito con additivi specifici, da rifornire appena possibile; quello del gasolio da tener controllato. Ssss come Silenzio, una delle caratteristiche più allettanti della barca a vela;

Secchio

Secchio, da tenere sempre a portata di mano per una “doccia” salata e rinfrescante; Strumentazioni di bordo, quelle essenziali sono: profondimetro, log (misura le miglia percorse e fornisce il dato di velocità della barca), bussola, Gps, ripetitore radar (per non essere abbordati).

come TIMONARE


Per alcuni è un tormento, per altri un piacere. Comunque la pensiate imparare a timonare è utile, aiuta a percepire la fisicità della barca rispetto alle onde e al vento, dà la percezione della manovrabilità del mezzo e ci rende più consapevoli rispetto alle nostre capacità. Certo, esiste il pilota automatico, indispensabile quando l’equipaggio è ridotto all’osso, quando il vento non c’è, quando siamo stanchi. T come Tendalino, la sua funzione di riparo da sole e pioggia è una benedizione.
Può essere rigido e fisso, di tessuto chiudibile o semplicemente un telo con borchie passanti da legare con piccole cime dove meglio si può. L’importante è che sia semplice da usare, montare e smontare, meglio se bicolore: chiaro all’esterno (respinge i raggi solari) e scuro all’interno (garantisce ombra e frescura); Tintarella, proprio bene bene non fa, ma a tutti piace sembrare più sani e belli. Creme ad alta protezione non possono mancare, cappello e occhiali sono d’obbligo.

Terra

Talvolta avvistarla riempie di gioia, risveglia quel senso di conquista sopito nell’inconscio.

come UMIDITÀ


Senza dubbio uno degli aspetti meno allettanti della vita in barca, soprattutto se si tratta di una crociera in barca a vela. Talvolta però è il prezzo da pagare per godere dello spettacolo della natura. La sensazione del “tutto umido” è sgradevole, soprattutto se si naviga fuori stagione e il sole non riesce a compensare. Esistono però alcuni rimedi: il più banale consiste nell’evitare di “portare” il sale sottocoperta; nelle ore più calde del giorno è bene lasciare socchiusi gli osteriggi per avere un costante ricambio di aria. Esistono deumidificatori che funzionano mediante l’impiego di prodotti idroscopici da usare a barca ferma e disabitata: l’umidità dell’aria si condensa così nell’apposito raccoglitore.

Vcome VELE


Le Vele sono il primo esempio di utilizzo di energia naturale applicata dall’uomo sapiens- sapiens, il vero motore della barca che non richiede carburante, difficilmente va in panne e non inquina. Che dire, averne cura non richiede grande fatica, controlli periodici alle attrezzature veliche (albero, coppiglie, arridatoi, stralli, sartie, impiombature, ecc.), evitare di farle sbattere a lungo. Prima del rimessaggio della barca riporle lavate, asciutte e piegate per evitare la formazione di muffe. V come Viaggio, il vero divertimento della barca. Decidere ogni sera la meta, tracciare la rotta, calcolare distanze da colmare con la lentezza, avvistare la terra… tutto questo restituisce al viaggio (lungo o breve che sia) una dimensione antica che consente al corpo di riscoprire ritmi biologici e la salubrità della vita all’aria aperta.

come WC NAUTICO


Se non siete mai stati a bordo la prima cosa da farsi è chiedere come funziona il Wc, e se serve prendete appunti. Quello con saracinesche è in via d’estinzione sostituito dal wc chimico dotato di serbatoio acque nere; per evitare odori sgradevoli esistono prodotti igienizzanti biodegradabili.
L’importante è che il serbatoio venga svuotato negli appositi raccoglitori che si trovano nei porti o nei Marina. Mi raccomando, non direttamente in mare, altrimenti mille volte meglio il vecchio metodo del “bugliolo”!

come ZATTERA DI SALVATAGGIO


A bordo è d’obbligo, deve essere ubicata in un sito adeguato al suo utilizzo immediato in caso di pericolo. Nessuno si augura di doverla usare. A molti vien voglia di aprirla per capire se la targhetta delle istruzioni corrisponde al vero, soprattutto riguardo alla razione K in essa contenuta! Ricordatevi, necessita di revisioni periodiche.
Z come Zavorra, spesso le persone che in certe occasioni vorreste buttare a mare, in questi casi l’autocontrollo e la tolleranza non sono mai abbastanza.

Related Post

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

Leave A Reply

Altro... Vela
Louis Vuitton Trophy della Maddalena, giugno 2010
Vacanze in barca a vela: un’estate nel Mediterraneo dalle Baleari alla Grecia
Barche a vela: il First 30, il nove metri della Beneteau
Chiudi