Plastiki, il catamarano riciclabile fatto dalle bottiglie di plasticaTempo di lettura: 5'

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Questa è l’affascinante storia di David de Rotshild, rampollo della celebre famiglia di banchieri, e della sua idea per salvare il Pacifico dalla plastica: un catamarano di 18 metri costruito con 12500 bottiglie

di Alessandro de Angelis

Questa è la storia di un progetto estremo: salvare il Pacifico dalla plastica e attraversarlo su un catamarano, il Plastiki, interamente riciclabile. La storia potrebbe iniziare su un’isola nel mezzo del Pacifico che non troverete su nessuna carta nautica. Un’isola senza alberi, piante né vita, fatta solo di rifiuti plastici che si sono accumulati fin dagli Anni Cinquanta e che ricopre un’area stimata di almeno un milione di chilometri quadrati (più grande dell’intera penisola iberica). Il suo nome è Pacific Trash Vortex e si trova nella zona di calme equatoriali dell’Oceano Pacifico a metà strada tra le Hawaii e le coste del Nord America: una zona priva di vento, dove le correnti si muovono secondo un lento vortice in senso orario.

SAN FRANCISCO, DOVE NASCE L’IDEA DEL PLASTIKI

Oppure tutto potrebbe avere inizio sul molo 31 del porto di San Francisco, California, nell’estate del 2008. Dentro un enorme capannone un gruppo di trentenni si aggira in uno spazio che è a metà strada tra la sede di qualche modernissima azienda informatica e un cantiere degli Anni ’70. Alcuni seduti a dei tavolacci in legno lavorano immersi nei computer, mentre dall’altra parte si vede quella che sembra l’ossatura di un catamarano. Ma la scena più strana si svolge in un altro punto del molo. Qui due ragazze sono sedute per terra davanti a una mole immensa di bottiglie di plastica riciclata (12500, bottiglia più bottiglia meno) e con dei misurini le stanno riempiendo di ghiaccio secco. Al centro di tutto un ragazzo alto, dinoccolato, il viso incorniciato da una barba fintamente incolta. Si chiama David de Rotschild e potremmo iniziare a raccontare proprio da lui.

David de Rotschild inventore del Plastiki
Ideatore e cuore pensante del Plastiki è David de Rotschild che, sopra se la ride al timone sotto il temporale e, a sinistra, controlla la serra montata su uno dei due alberi del catamarano).

DAVID DE ROTSCHILD: DA RAMPOLLO SVOGLIATO AD AMBIENTALISTA

David de Rotschild inventore del PlastikiNato nel 1978, David de Rotschild è l’erede di una delle più importanti dinastie di banchieri anglosassoni. Dopo un percorso di studi che si potrebbe definire “accidentato”, tra che lo vede passare da una scuola privata all’altra, nel 2004 partecipa alla sua prima spedizione polare: 1800 chilometri attraversando l’Antartide da est a ovest a piedi, con sci e aquiloni come unico ausilio. L’impresa ha un successo tale da spingere il giovane de Rotschild a creare Adventure Ecology, un’organizzazione che mescolasse avventura, ambientalismo e didattica.

LA SCOPERTA: NEL PACIFICO UN’ISOLA DI PLASTICA

Nel luglio del 2006 è un articolo online sul sito della rivista Natural History ad attirare la sua attenzione: Charles Moore, un ricercatore californiano raccontava di come, alcuni anni prima, navigando nel Pacifico, si fosse imbattuto in un lentissimo vortice composto da pezzi di plastica galleggiante, impiegando ben una settimana ad attraversarlo. È come un fulmine a ciel sereno per David, che dopo le spedizioni tra i ghiacci stava già cercando di organizzarne una via mare.

L’IDEA DEL CATAMARANO PLASTIKI

Subito scarta l’idea di una barca in fibra di vetro: ne vuole una che sia totalmente riciclabile e che abbia un alto valore simbolico. Nasce così il Plastiki: un catamarano i cui scafi sono composti da ben 12500 (dodicimilacinquecento!) bottiglie di plastica riempite di ghiaccio secco. Una volta chiuse e scaldate il ghiaccio si trasforma in diossido di carbonio, aumentandone così la pressione interna e rendendole rigide.

12500 bottiglie di plastica
riciclabile sono state usate nella
costruzione del Plastiki. Lungo 18,28 metri, ha un dislocamento
complessivo di 12 tonnellate.

ALLA RICERCA DI UN NUOVO MATERIALE

Ma le bottiglie da sole non bastano e soprattutto, quando viene messo in acqua il primo prototipo del Plastiki, ci si rende conto che non vira! Sono momenti di sconforto, perché tutti i materiali riciclabili che vengono testati non sono adatti alla navigazione. La ricerca dura un anno. È infatti nel 2008 che il team del Plastiki trova lo srPet, un materiale simile alla fibra di vetro, ma interamente in plastica e riciclabile, assemblabile cuocendone insieme diversi strati per renderlo più resistente. I primi esperimenti vengono condotti nel forno di casa di alcuni ragazzi del Plastiki!

INCIDENTI DI PERCORSO

Tutto sembra andare per il meglio e il varo viene fissato per il 28 aprile 2009 (lo stesso giorno, oltre sessant’anni prima, era salpato Thor Heyerdahl con il suo Kon-Tiki, al quale de Rotschild si è chiaramente ispirato). Invece le bottiglie di plastica iniziano a perdere, mentre si scopre che la cottura di molti pannelli è stata fatta male, con il rischio di una vera e propria delaminazione. Infine, ciliegina su una torta amara, de Rotschild e i suoi vengono sfrattati dall’autorità portuale di San Francisco perché il capannone non è considerato sicuro…

8300 le miglia percorse
attraverso l’Oceano Pacifico in 129 giorni di navigazione,
partendo da San Francisco (Stati Uniti) per arrivare
a Sydney, in Australia

IL PLASTIKI ARRIVA A SIDNEY

Ripenso a tutto questo, mentre osservo le immagini del Plastiki che entra nel porto di Sydney. Già, perché anche da qui si sarebbe potuto iniziare a raccontare questa storia. Dalla conclusione. Dopo tutti i ritardi e i problemi, il Plastiki e il suo equipaggio di dieci persone (tra cui anche un italiano, il fotografo Luca Babini) sono partiti il 20 marzo del 2010 da San Francisco e si sono avventurati in totale autonomia attraverso un viaggio di più di 8000 miglia, arrivando in Australia dopo 130 giorni.

UN CATAMARANO RICICLABILE E AUTOSUFFICIENTE

Questo catamarano di 18 metri, oltre a essere interamente riciclabile, si è dimostrato anche totalmente autosufficiente. L’energia necessaria è stata garantita dai pannelli solari e dalle turbine eoliche, le verdure sono state coltivate in una serra fissata all’albero, mentre l’equipaggio per dissetarsi ha bevuto addirittura le proprie urine depurate.

IL PROGETTO CONTINUA…

“Non volevo però che il viaggio del Plastiki restasse solo una bella impresa, ma che rientrasse all’interno di un progetto più ampio” aveva affermato de Rotschild. Per riuscirci, il sito internet del Plastiki (www.theplastiki.com) è stato costantemente aggiornato durante la navigazione oceanica (ottenendo un riscontro impressionante, con oltre un milione di pagine viste). Inoltre ha lanciato anche diversi concorsi con premi in denaro per poter realizzare in tutto il mondo le idee più interessanti (di aziende o cittadini) a proposito del riciclaggio dei materiali inquinanti. Tutte iniziative che stanno continuando senza soluzione di continuità anche dopo la fine della traversata. In attesa della prossima avventura.

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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