Sun Odyssey 409: il family cruiser che dice addio alla tradizioneTempo di lettura: 8'

0

Il Sun Odyssey è un dodici metri che rompe con il passato, segnando la nuova strada che Jeanneau ha scelto per la sua gamma di cruiser: non solo comodità, ma prestazioni che colpiscono. Ecco le sue caratteristiche

di Maurizio Ferrato

Sun Odyssey 409: il family cruiser che dice addio alla tradizione
Sotto gennaker abbiamo navigato con poca aria praticamente alla stessa velocità del vento apparente

Barca vincitrice del premio European Yacht of the Year 2011 nella categoria Family Cruiser: quale migliore biglietto da visita per Sun Odyssey 409? Questo dodici metri di Philippe Briand, lanciato nel settembre scorso, sostituisce il precedente modello 39i.

La gamma disegnata dall’architetto francese, terza generazione Sun Odyssey, non rappresenta un semplice restyling. È un progetto innovativo con miglioramenti in tutti i settori, tra cui la riorganizzazione del ponte, che ora prevede manovre recesse, e un nuovo piano velico.

A Cannes, durante le prove in acqua riservate alla stampa specializzata, ho l’opportunità di testare il 42° esemplare sui 100 già realizzati del Sun Odyssey 409, e che diventeranno 120 ogni anno a regime. Numeri che confermano la forza del cantiere, capace di circa 5.000 imbarcazioni a vela e motore costruite annualmente in quattro siti produttivi.

CHI È IL NOSTRO TESTER

Maurizio Ferrato, 35 anni, nel novembre 2008 ha lasciato il suo lavoro di architetto ed è partito per fare il giro del mondo in barca da “barcastoppista”. In Italia è tornato dopo 13 mesi e 25000 miglia percorse a bordo di tre barche diverse, da un catamarano di 44 piedi a una “deriva da regata” di 12 metri passando per un 11,50 metri in acciaio.

Caratteristiche della costruzione

La matita di Philippe Briand si percepisce in ogni dettaglio. Ma i tratti distintivi della nuova gamma Sun Odyssey sono essenzialmente tre: le manovre a scomparsa che contribuiscono a rendere pulito e sicuro il ponte, gli oblò delle cabine con una speciale curvatura che migliora la visibilità dall’interno verso l’esterno e la carena con spigolo pronunciato verso poppa.

Lo scafo è laminato a mano in pieno con resina poliestere e uno strato esterno isoftalico antiosmosi. Il ponte è realizzato in balsa, fibra di vetro e resina poliestere con il processo Prisma (iniezione). La chiglia è in ferro con prigionieri in acciaio mentre albero e boma sono in alluminio.  Da migliorare la giunzione tra tuga e carter delle manovre recesse, forse un po’ troppo spartana.

Opzioni per l’allestimento interno

Il 409 è disponibile in tre configurazioni: 2 cabine e 1 bagno, 3 cabine e 1 bagno e la versione presente a Cannes con 3 cabine e 2 bagni. Sull’esemplare provato, oltre alla dotazione standard, erano presenti come accessori un GPS esterno con schermo da 12 pollici, due ruote del timone in composito, bimini, spray hood, passavanti in teak, fiocco auto-virante, catena dell’ancora munita di display conta-metri in pozzetto, tavola lusso abbattibile in quadrato, winch elettrico Harken.

Coperta

In pozzetto 4 winch, frutto della razionalizzazione del piano velico che privilegia la sicurezza e la facilità di utilizzo, con le manovre principali a portata del timoniere. Spno due Harken 50 sui paraonde, per scotta randa e vele di prua, e due 40 sulla tuga, dove sono rinviati terzaroli, drizze e carrello randa.

A poppa ottima intuizione del progettista che, a ridosso dell’attacco per la barra di rispetto, disegna un gavone dove riporre non solo l’autogonfiabile, ma anche la paratia verticale del tambuccio, notoriamente senza “fissa dimora”.

Comoda la plancetta poppiera di accesso all’acqua, sia per il bagno che per il tender, ormai tendenza comune per la maggior parte dei cantieri, in questo caso con scaletta ripiegabile integrata in acciaio: da rivedere a mio parere il sistema delle cimette di aggancio, che rimanendo schiacciate tendono a consumarsi.

Sempre in pozzetto pratici i 2 tientibene a ridosso delle ruote del timone mentre il tavolo, seppur capiente per un utilizzo crocieristico, risulta forse un po’ ingombrante per il passaggio. Oltrepassata la zona delle manovre, tra il carrello randa e l’albero è presente una prima zona utilizzabile come prendisole, grazie agli oblò incassati a filo coperta, mentre la seconda si trova a prua.

Caratteristiche degli interni

L’innovazione prosegue anche sottocoperta, essenzialmente a sinistra nella zona carteggio. Qui non è presente il classico tavolo bensì un appoggio fruibile sia da poppa che da prua, con sedute che possono essere utilizzate anche rivolte verso il centro barca.

La caratteristica principale, oltre ad essere una postazione che può essere vissuta in configurazione relax, è il fatto che chi si trova al carteggio possa scegliere (nonostante il pannello degli strumenti sia uno solo) se essere rivolto verso prua o verso poppa, per essere meglio in comunicazione con chi è al timone o in pozzetto, magari in una navigazione di coppia.

Nella norma, come dimensioni e stivaggio, le cabine di poppa, molto spaziosa invece quella di prua, a patto però di rinunciare al bagno dedicato. Utili i tientibene incassati in quadrato anche se da migliorare, dal momento che è facile impugnare il cielino opposto al listello di legno; nel bagno di poppa, dotato di paratia separata per la doccia, manca invece un blocco per mantenere la porta aperta. >>

TANTE SOLUZIONI TUTTE DIVERSE

Sono diverse le versioni proposte da Jeanneau, a due o tre cabine, con uno o due bagni, per questo dodici metri, punto di partenza di un rinnovamento della gamma.

1. Basta slittare lo schienale della dinette verso prua per ampliare l’area del prendisole di poppa.

Pregi

• Piano velico

• Disposizione tavolo da carteggio

Difetti

• Ingombro bimini in navigazione

• Tientibene incassati nei cielini

 

2. Il letto matrimoniale della cabina poppiera di sinistra.
3. Molto pratico il tavolo versione lusso che si abbassa tramite un semplice sistema di cimette per ottenere un letto matrimoniale supplementare in quadrato.
4. In questa visione laterale in navigazione si può apprezzare la carena con spigolo pronunciato verso poppa.

OCCHIO AL DETTAGLIO Il dodici metri disegnato dall’architetto francese Philippe Briand in navigazione sotto gennaker. In pozzetto si notino i due oblò delle cabine di poppa con speciale curvatura e le uscite sui paraonde delle manovre recesse.

5. La cabina di prua, qualora si scelga di rinunciare al bagno dedicato, si pone ai vertici della categoria per quanto riguarda le dimensioni.
6. Il quadrato visto da prua. Da segnalare il tavolo chiuso a metà con un comodo sistema a ribalta.

A vela

Esco in mare insieme a Erik Stromberg, responsabile dello sviluppo vela del cantiere, e viste le brezze deboli e instabili ci dirigiamo in cerca del vento verso le isole di Lérins apinti da uno Yanmar da 40 cv Sail Drive, sola versione disponibile, grazie al quale raggiungiamo 7,6 nodi a 3000 giri.

Issiamo la randa triradiale in Mylar con 4 stecche full batten (optional) e il genoa 86% autovirante, entrambe prodotte da La Technique Voile di La Trinité sur Mer con tecnologia Quantum; veramente una sorpresa in positivo, ero infatti dubbioso sulle performance viste le condizioni, ma vedevo Erik estremamente tranquillo e non ho potuto che ricredermi. Nonostante la poca potenza disponibile, la barca non ha sofferto troppo in termini di angolo al vento e velocità, grazie anche alle linee d’acqua e aiutata dall’assenza di onde, sfiorando i 4 nodi di bolina larga con circa 6 di apparente.

Issiamo il gennaker con cui navighiamo dal traverso al lasco tra 3 e 5 nodi, circa alla stessa velocità dell’apparente; credo quindi che questa barca possa regalare enormi soddisfazioni navigando con le altre due vele di prua previste, il 106% standard e il 140% performance. L’esemplare provato monta il bimini che, anche ripiegato, ostacola la testa del timoniere quando in piedi; altro difetto, che verrà corretto nei prossimi scafi, il paterazzo di poppa che tocca testa e spalla del timoniere quando si trova in piedi e seduto a lato: mentre ora è un cavo 2 in 1, verrà modificato con 2 cavi separati direttamente in testa d’albero.

La barca in cifre

I NUMERI DELLO JEANNEAU SUN ODYSSEY 409

Lunghezza fuori tuttom 12,34
Lunghezza al galleggiamento:m 11,00
Larghezza al b. max:m 3,99
Pescaggio chiglia:m 2,10/1,55
Dislocamento:kg 7.450
Superficie velica:mq 78
Motore:40 cv
Disegnata da:Philippe Briand
Costruita da:Jeanneau

Versione base € 130.700

Iva esclusa franco cantiere.

PER LA LUCE E LA VISTA DALLA CABINA

Anche a prua l’oblò della cabina presenta una speciale curvatura che migliora la visibilità tra interno ed esterno

Il Sun Odyssey 409 in navigazione con la sorella maggiore Sun Odyssey 439.

I tre punti di forza “chez Jeanneau”

Tra una prova in mare e l’altra, ho anche modo di chiacchierare con Jean Paul Chapeleau, direttore generale del gruppo e Andrea Cragnotti, presidente di Jeanneau Italia. Mi illustrano i 3 punti sui quali il cantiere sta puntando forte:

  1. lo sviluppo continuo (100 modelli nuovi o rinnovati negli ultimi 10 anni, tra vela e motore),
  2. l’utilizzo di tecnologie innovative (un esempio su tutti il sistema 360 Docking per l’ormeggio, in esclusiva per 3 anni sulle barche del gruppo)
  3. l’assistenza alla clientela (300 concessionari in 50 nazioni).

Tutti aspetti alla base del successo del gruppo fondato a Les Herbies dal patriarca Henry nel 1957 e acquisito da Beneteau nel 1995.

A Cannes è stata inoltre comunicata una importante novità, la presentazione a luglio del nuovo Sun Odyssey 379, attualmente in costruzione, progettato da Philippe Briand. Sempre a luglio verranno comunicati i prossimi cinque modelli (oltre agli attuali quattro: 44i e 49i, 45DS e 50DS) che saranno equipaggiati nel 2012 con il sistema 360 Docking.

I Concorrenti

 SUN ODYSSEY 409 Lft. 12,34 m; larg. 3,99 m; pesc. 2,10 m; disl. 7450 kg; sup. vel. 78 mq; prezzo 130.700 €

 

 BAVARIA 40 CRUISER Lft. 12,35 m; larg. 3,96 m; pesc. 2,05 m; disl. 8800 kg; sup. vel. 81 mq; prezzo 108.900 €

 

 BENETEAU OCEANIS 40 Lft. 11,95 m; larg. 3,96 m; pesc. 1,70 m; disl. 7900 kg; sup. vel. 75 mq; prezzo 116.900 €

 

 DUFOUR 405 GL Lft. 11,90 m; larg. 3,98 m; pesc. 2,03 m; disl. 8900 kg; sup. vel. 82 mq; prezzo 129.300 €

 

 HANSE 400 Lft. 12,35 m; larg. 4,05 m; pesc. 1,98 m; disl. 9200 kg; sup. vel. 110 mq; prezzo 112.900 €

 

I prezzi sono da intendersi Iva esclusa. Trovate il listino completo, con gli indirizzi dei cantieri e degli importatori a pag. 172.

Related Post

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

Leave A Reply

Altro... Vela
Xp 44, caratteristiche della barca del futuro

Classe Melges 20: la regata che unisce campioni e dilettanti

Chiudi