Vacanze in barca a vela: scopriamo la Turchia navigando da Bodrum a MarmarisTempo di lettura: 12'

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Vacanze in barca a vela: baie deserte si alternano a vivaci città dominate dai minareti, dove tra mille mercatini potrete sempre regalarvi una cambusa speciale. E se amate la storia, questa costa frastagliata è il vostro luogo ideale…


di Giorgio Daidola
Da Kos la vicina costa turca mi appare sfregiata da innumerevoli villaggi turistici. Basta sfogliare la guida di Rod Heikell “Turchia e Cipro” per rendersi conto che ora questo tratto di costa brulica di marina modernissimi e ospita ben due aeroporti internazionali.
Strano a dirsi, non solo l’uomo ma anche la natura sembra aver fatto la sua parte nel determinare il cambiamento: il meltemi non è più il vento ruggente di un tempo, quello che io ricordavo, con il Ranger che imbarcava acqua ad ogni onda, costringendomi alla cerata da mattina a sera. Quest’anno il vento prevalente da ovest-nord ovest non si può chiamare meltemi e non ha quasi mai superato forza 4. Un vento ed un mare che consentono al simpatico Thomas, il capo degli ormeggiatori del marina di Kos, di uscire a pesca regolarmente in agosto, cosa impensabile, mi dice, fino a pochi anni or sono. Lascio Kos, un marina davvero piacevole e ben organizzato, con un leggero vento al traverso, la prua puntata sulla urbanizzata costa turca. Guardando quegli alveari bianchi a meno di 10 miglia di distanza ho molti timori di rovinare tanti bei ricordi di quella magica costa. Ma non sarà così!

Bodrum

La brezza leggera spinge il vecchio Gladiateur sin davanti a Bodrum, dove ho prenotato un ormeggio per una notte nel grande marina realizzato all’interno del vecchio porto. L’incantevole borgo di allora, con il castello di San Pietro sul lato est del porto, è diventato una località turistica moderna e vivace, piena di giovani, il tutto bisogna ammetterlo all’insegna del buon gusto. Non si vedono infatti alberghi e condomini di grandi dimensioni, le vecchie case con i muri di pietra sono state restaurate con maestria ed ospitano ristoranti, pub, boutiques alla moda, discoteche. Inoltre, salvo l’immancabile minareto, non si direbbe proprio di essere arrivati in un paese islamico. Anche l’antico souk è un brulicare di negozietti sfiziosi per turisti mentre la banchina del vecchio porto è occupata da un gran numero di luccicanti gullet, le barche locali in legno, una più bella dell’altra. Si possono noleggiare a giornata o per crociere più lunghe. Ogni anno, nella seconda metà di ottobre, i gullet si sfidano in una regata spettacolare, la Bodrum Wooden Cup. Impiego un’intera mattina per svolgere, seguendole precise indicazioni ricevute dall’ufficio del marina, le operazioni di “ingresso” in Turchia, per barca ed equipaggio. Si tratta di far visita, seguendo un certo ordine, a ben quattro uffici pubblici non facili da trovare, situati in paesi a grande distanza uno dall’altro. Una specie di caccia al tesoro insomma, che si può vincere se si dispone di una bicicletta e di tanta buona volontà. L’alternativa è quella di affidarsi ad una solerte agenzia pagando un importo di almeno 100-150 euro. Purtroppo la burocrazia, in Turchia ma anche in Grecia, è ancora quella di 30 anni fa e ostacola in modo assurdo un libero zigzagare in barca fra i due paesi. Inoltre contrasta contro la modernità e l’efficienza dei moderni marina. Omer V. Karacalar, l’appassionato direttore del marina di Bodrum é il primo ad auspicare uno snellimento delle noiose procedure di entrata e di uscita e con il suo collega greco Nikos Kantarzis, direttore del marina di Kos sta portando avanti un lungimirante programma per lo sviluppo di un turismo nautico senza frontiere. Come il buon senso vorrebbe. Il principio base seguito da Omer e da Nikos, che si trovano spesso per discutere di programmi comuni alla faccia della storica mancanza di dialogo fra i due Paesi, è quello dei buoni manuali di economia del turismo: “dobbiamo promuovere il Mar Egeo come destinazione turistica unica”. Le iniziative che propongono insieme sono davvero interessanti: regate, tornei, molte manifestazioni culturali. Omer è giustamente fiero del suo marina, realizzato con capitale privato e completamente rinnovato nel 1998: piscina, vista imprendibile sul castello di San Pietro, a due minuti dal centro e a 40 dall’aeroporto internazionale di Bodrum…difficile pretendere di più. Anche Nikos è riuscito nella non facile sfida di fare del marina pubblico di Kos una struttura moderna, sicura ed efficiente, dove è possibile lasciare senza problemi la barca tutto l’anno, in acqua o in secca. Nikos è anche in attesa di una autorizzazione per raddoppiare le dimensioni del marina.

porto di simi
Una suggestiva veduta notturna del porto di Simi, circondato dalle eleganti case color pastello.

Golfo di Gokova (Gokova Korfezi)

Mi sarei fermato volentieri qualche giorno in più a Bodrum, ma il bel tempo e la voglia di rivedere le baie perfette dell’ampio golfo di Gokova che penetra verso est per oltre 40 miglia, mi inducono a lasciare dopo una sola notte il comodo ormeggio del marina.
Superati i cantieri di Içmeler a sud est del paese e costeggiando a motore la lunga isola di Karaada, ecco apparirmi come per incanto la Turchia di 30 anni fa, con le sue coste alte ed intatte, prive di strade e, di conseguenza, di case e, salvo eccezioni, di villaggi turistici!
La costa nord del golfo è aspra ed i numerosi selvaggi ancoraggi sono spesso soggetti al vento dominante da terra, che scende a raffiche dalle montagne. Indispensabile quindi essere attrezzati per ormeggiarsi con una, meglio due, lunghe cime a terra. Effettuo il primo ormeggio verso le 19 nella piccola baia di Pabuç, con raffiche di vento decisamente forti che mettono subito a dura prova le capacità mie e del mio equipaggio a mettere l’ancora portando al tempo stesso, la cima a terra con il tender, prima che la barca si allontani dalla costa. Un’operazione di squadra che esige velocità e sincronismo. Dopo alcuni tentativi mal riusciti, con l’aiuto di Linda e Jacques, una coppia di francesi a bordo di uno splendido Centurion, finalmente Zeffiraglia è ben ormeggiata. Fatica in gran parte inutile: dopo meno di un’ora il vento cessa, per tutta la notte è calma piatta! Il giorno successivo con i francesi faccio rotta su Cokertme, una splendida baia con paesino e ristoranti sul fondo, a poco più di venti miglia. Scopro qui la “comodità” di non dover mettere l’ancora, ormeggiandomi al barcollante e fatiscente pontile di uno dei tre ristoranti del piccolo paese. Linda e Jacques mettono invece l’ancora nel bel mezzo della baia… non perché vogliono fare i puri ma perché, lo scoprirò dopo, hanno rotto l’invertitore. Ammiro la loro calma nel risolvere il problema, che li costringerà ad una sosta forzata di alcuni giorni, e ad un rocambolesco viaggio a Bodrum via terra per trovare il pezzo di ricambio. Ristoranti con pontile come questo, ubicati nelle baie più belle accessibili solo dal mare, sono diventati numerosi su queste coste.
L’obbligatoria cena al ristorante offre senz’altro dei vantaggi in quanto permette di scoprire i piaceri della cucina turca e agli addetti ai fornelli di bordo di riposarsi. Certo il fascino di queste baie non è più quello di un tempo, quando con il Ranger mi fermavo solo dove non c’erano altre barche! A Cokertme c’è anche una minuscola fabbrica di tappeti: una piccola produzione dai disegni davvero originali. Non posso trattenermi dall’acquistare un kilim dalle mani di Asiye, la donna che lo ha realizzato in lunghi mesi di lavoro. Le baie del golfo di Gokova dove è possibile passare la notte sono veramente tante.
Non è esagerato dire che è possibile rimanere un mese intero nel golfo cambiando baia ogni notte. L’unica difficoltà è scegliere, perché le baie sono una più bella dell’altra. Attraversato il golfo senza raggiungerne il fondo mi trovo a bordeggiare la lussureggiante costa nord. Sehir Adalari con la misteriosa isola del Castello, Sogut, Degirmen Buku: baie incantevoli e protette da ogni vento… vorrei fermarmi dappertutto, vivere un’intera crociera zigzagando in questo paradiso. Sogno di ritornarci all’insegna della lentezza, in un periodo meno trafficato. Su alcuni di questi eden iniziano ad affacciarsi villaggi turistici discreti e talvolta anche alcuni alberghi-alveare che discreti non lo sono affatto. Per ora queste aggressioni del turismo di massa sono l’eccezione alla regola, la natura ha ancora il sopravvento da queste parti. Per quanto tempo non lo so.

Golfi di Hisaronu e di Yesilova

All’alba, per evitare il vento sul naso che quasi sempre si alza da ovest nelle ore centrali della giornata, faccio rotta a motore sull’estremità sud ovest del golfo di Gokova.
È mezzogiorno quando metto l’ancora in ciò che rimane dell’antico porto di Knidos. Un bagno nelle sue acque limpidissime e poi a terra con il tender per una visita alle suggestive rovine, con il grande teatro che si affaccia sul porto.
Al tramonto entro nel frastagliato Golfo di Hisaronu, l’antico golfo di Doris ricco di baluardi e fortezze medioevali. Insieme al contiguo golfo di Yesilowa, è protetto a sud ovest dall’isola di Simi. Sempre bellissima, cambiata poco o niente rispetto a 30 anni fa, Simi rimane una delle più affascinanti isole del Dodeccaneso. Qui, in questi due golfi riparati da Simi, val davvero la pena di non avere fretta, di girare di baia in baia alla ricerca del proprio eden. Anche qui alcuni villaggi turistici si affacciano fra il verde delle pinete e le spiagge di sabbia fine non sono più deserte come un tempo.
Rimane comunque difficile trovare baie così perfette in cui passare notti tranquille. Ne ricordo una per tutte: quella sul lato ovest dell’isolotto di Kiseli, poco distante dal ruspante marina di Bozburum.
Con mia grande soddisfazione il grosso gullet ancorato di fianco a Zeffiraglia se ne va a fine pomeriggio, lasciandoci soli a vivere un tramonto da cartolina, appollaiati ad ammirare la nostra baia e la nostra barca dalle rovine dell’antico forte bizantino. La sera successiva troviamo senza problemi un ormeggio a Bozburum.
Qui la strada è arrivata da non molti anni e lo si nota subito. Un folto gruppo di ciclisti tedeschi giunto con un traghetto ha in programma un giro di più giorni sulle stradine in gran parte sterrate che si inerpicano sulle montagne della zona. Yakup Alkan, un mercante di tappeti con la bottega sul lungomare riesce a vendermi un altro piccolo kilim grazie alla sua non invadente simpatia.
La mattina successiva un grande mercato locale mi fa scoprire il piacere di rifornire la barca di frutta e legumi di primissima qualità a prezzi irrisori. Prima di fare rotta verso Marmaris la curiosità mi spinge a nord nel grande golfo di Hisaronu, che presenta un numero impressionante di ancoraggi in fiordi e baie sicure. Sul fondo del golfo, nel fiordo Keci Buku, c’è una delle marine più eleganti della Turchia: Marti Marina.
Si potrebbe passare un’altra notte in baia ma sono troppo curioso di conoscere Marti Marina, a solo mezz’ora d’auto da Marmaris, dove molte barche svernano in acqua. L’atmosfera in porto è davvero rilassante e dalla piscina panoramica è possibile ammirare l’estremità sud di Keci Buku, che ricorda un lago circondato da grandi foreste.

Bozuk Buku, Serce Limani, Cala Bizantina

Lascio Marti Marina non troppo tardi per evitare il vento prevalente da ovest nell’ampio golfo Hisaronu. Doppiato Capo Karaburun una sosta è d’obbligo nella baia di Bozuk Buku, a poche miglia dal capo.
Una stupenda cittadella di epoca ellenistica mi accoglie sul promontorio ad ovest dell’ingresso e una serie di invitanti pontili e di boe mi attende nella baia subito ad ovest dell’entrata. Anche qui il prezzo da pagare per l’ormeggio è quello di una cena servita presso il ristorante, con i tavoli in posizione panoramica proprio sopra l’ormeggio.
Prima di mettersi a tavola c’è il tempo per salire a visitare la cittadella e le rovine della città di Loryma e lasciarsi cullare dal senso del tempo fra queste mura di massi enormi perfettamente squadrati ed immersi nel verde della macchia mediterranea.
In giorno successivo non mi fermo nel fiordo di Serce, rinomato per la sua selvaggia bellezza e per il ristorante Captain’s Nemo Farm sull’estremità nord. E’ a sole 2 miglia da Bozuc Buku e quindi preferisco fare rotta su Cala Bizantina (Cala Gerbekse in turco), una ventina di miglia a nord est, dove ricordo di aver passato una notte da sogno.
Mi ormeggio in 5 metri d’acqua con cima a terra e constato subito che la cala è rimasta come allora, miracolosamente intatta. Il villaggio turistico costruito a poca distanza, in fondo alla baia di Ciftlik, per fortuna non si vede. Sul fondo della baia le rovine della chiesa bizantina fanno di questo ancoraggio un’esperienza indimenticabile, quasi mistica. Arriva una barca di pescatori a proporci pesce fresco e pane: di più non si può!

Marmaris

La baia di Marmaris, simile ad un grande lago fra montagne ricoperte di pinete, con due isole che la proteggono perfettamente dal mare aperto, è giustamente considerata una delle più belle del mondo. Supero il passaggio fra le due isole con genoa e randa spiegati fra un gran traffico di gullet: si tratta dell’ultimo bordo per quest’anno. Zeffiraglia è attesa nel grande marina-rimessaggio realizzato sul lato sud ovest della baia, il Marmaris Yacht Marina.
Visto dal mare, il marina fa paura: migliaia di alberi, in acqua ed in secca, danno vita ad un quadro surreale.
Vi entro con una specie di ansia, conscio che lasciare una barca per lunghi mesi in secca, impone parecchie scelte non facili, da effettuare in pochissimo tempo. A Marmaris ritrovo Linda e Jacques che da anni lasciano qui il loro Centurion.
Insieme ci rilassiamo in piscina e andiamo a cena nell’elegante ristorante del porto, dove è possibile gustare un filetto al pepe per poche lire turche. Sono però anche giorni di duro lavoro, quelli di Marmaris, per preparare la barca per il lungo inverno e programmarne i miglioramenti e la manutenzione. Per risolvere questi problemi ho la fortuna di conoscere Hassim Tan, un artigiano davvero eccezionale, in grado di risolvere con grande efficienza.
 

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

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