Vacanze in barca a vela: un’estate nel Mediterraneo dalle Baleari alla GreciaTempo di lettura: 11'

0

Il giro in barca a vela di Dudi Coletti, che ci consiglia i luoghi più incantevoli del Mediterraneo: Dalle Baleari, passando per la Sardegna, la Calabria, la Croazia e infine la Grecia.

 

Mrs Marietta, il Southern Wind 78 con Dudi Coletti al comando, attraversa il canale di Corinto.

Dudi Coletti è il comandante del Southern Wind 78 Mrs Marietta, con il quale da cinque anni naviga per tutto il Mediterraneo, dalle Baleari alle Sporadi, conoscendo ogni suo angolo: dal ristorantino sulla spiaggia alla baia per trovare il riparo dal maestrale o dal Meltemi
Dudi Coletti vive “sul” Mediterraneo da fine maggio a inizio novembre. Velista dall’età di 14 anni (oggi ne ha 50), ha iniziato a regatare professionalmente qualche anno dopo facendo parte della squadra della Marina Militare, per poi finire nell’equipaggio de Il Moro di Venezia (nel ruolo di tailer) nella Coppa America del 1992. Nel 2010 è da cinque anni comandante di Mrs Marietta, un Southern Wind 78, varato nel 2002, con il quale naviga per tutto il Mediterraneo: dalla Spagna alla Turchia, passando per le Baleari, la Corsica e la Sardegna, le isole del Tirreno, l’Adriatico e la Croazia, attraversando lo Ionio, il canale di Corinto l’Egeo.
Ogni anno copre in media una distanza di 5000 miglia. “Il Mediterraneo è un mare stupendo e, grazie al comando che ho di Mrs Marietta, lo posso vivere per cinque, sei mesi all’anno, e non solo ad agosto”, racconta Coletti. “A giugno-luglio e settembre-ottobre, vedo i posti nel loro aspetto più vero. L’anno scorso ero ancora in Grecia addirittura a novembre e i turisti erano andati tutti via. Anche i greci che hanno i ristoranti avevano chiuso e non c’erano più. Incontravo solo persone che vivono là tutto l’anno”. Il comandante ha visto tutti i mari del mondo, dai Caraibi, alla Thailandia e l’Australia; ha anche affrontato due traversate atlantiche, ma dice che “il Mediterraneo è affascinante perché ha una moltitudine di posti diversi a poche miglia di distanza, che mutano a loro volta nell’arco di poche settimane”. Come cambia il Mediterraneo da giugno a ottobre? “A giugno ci sono i colori spettacolari di Ponza, senza le barche; è un’isola molto bella anche a ottobre, come lo sono Ischia e Ventotene; ad agosto, la Grecia è un bel ‘rifugio’, perché in Egeo soffia il Meltemi e quindi non è tanto frequentata. A inizio e fine stagione sono affascinanti anche le Baleari. A luglio, la Sardegna nella zona da Arzachena e l’isola di Tavolara è stupenda, mentre da fine luglio e agosto è meglio spostarsi verso sud, davanti a Villasimius, Pula, Capo Teulada, fino a Carloforte: non c’è nessuno, perché c’è sempre molto vento, e ci sono i ristorantini aperti sulla spiaggia. Settembre è invece il mese che rende bellissima l’isola d’Elba”.

PORTOFINO DELLA GRECIA Sopra, Fiskardo, a nord dell’isola di Cefalonia, nel mar Ionio. È un paesino per chi desidera un po’ di vita mondana: offre una vasta scelta di locali per passare la serata e di ottimi ristoranti davanti ai quali si può tranquillamente ormeggiare la propria barca.

DA FORMENTERA A MINORCA

Dudi Coletti, ovviamente, non affronta ogni anno la stessa rotta, ma volendone tracciare una virtuale che riassume le sue navigazioni in Mediterraneo negli ultimi anni, il punto di partenza sono le Baleari. “Formentera, la più piccola, è la più bella, più famosa e più abitata cala Sant’Antonio. Cala Gracio è protetta per gli ormeggi e ha un ristorante sulla spiaggia, Roca y Mar, una tipica taverna spagnola, alla mano, con veranda sul mare. Anche a Maiorca ci sono alternative al caos (soprattutto ad agosto) di Palma. “A nord-ovest dell’isola, dal porto di Alcudia, si va a visitare la zona di Cabo de Formentor, bellissimo con la roccia a picco sul mare. Al porto di Pollenca ci sono tanti ristorantini dove si mangia bene”. A sud, attaccata a Maiorca, si trova l’isoletta di Cabrera, da un punto di vista della natura, anche se hanno iniziato a costruire parecchio anche là. A Ibiza, consiglio la costa nord-ovest, dove si trova cala Gracio, poco più su della per la quale bisogna chiedere un permesso in anticipo, dato che è un parco nazionale. A Minorca “il fiordo di Mahon è spettacolare. È un’imboccatura lunga, stretta, molto profonda senza scogli e secche. Quando arrivi in fondo c’è il paesino arroccato sulla rupe”. Le navigazioni tra le isole “perché d’estate prevalgono i venti di origine termica: la mattina c’è la bonaccia, poi, da mezzogiorno, arriva il vento, che può arrivare a soffiare anche fino a 15-20 nodi, ma poi cala di nuovo la sera e la notte si sta sereni in porto o in rada”. Quando si decide di attraversare dalle Baleari alla Corsica e alla Sardegna è sempre bene guardare prima il meteo, perché bisogna evitare il maestrale nel golfo di Leone, che genera un mare molto formato nel tratto così lontano dalla costa francese.
 

Il Mediterraneo ha un’infinità di posti diversi
a poche miglia di distanza uno dall’altro

IL GIRO DELLA SARDEGNA

Arrivati in Corsica, scendendo da Ajaccio per andare verso Porto Vecchio, lungo la costa sud si trovano cale con grandi profondità. Da non perdere Bonifacio, un fiordo in mezzo alla roccia che risale stretto; è bellissimo passare sotto quelle pareti a picco, racconta Dudi Coletti. Quando soffia il maestrale, nel golfo di Arzachena, a nord della Sardegna, c’è la baia delle Saline, “una zona ridossata dove si riesce a dare facilmente ancora, anche quando si arriva di notte. In fondo al golfo delle Saline c’è  un campeggio con un alimentari che si raggiunge con il gommone”. Scendendo lungo la costa orientale, si incontrano una serie di baie. “La meno frequentata, è quella di Porto Taverna, sotto l’isola di Tavolara e all’interno di Capo Coda Cavallo. È la zona delle rocce scolpite dal vento e dal mare, dove c’è anche quella famosa della Tartaruga”. Scendendo ancora verso sud, “c’è la baia di Capo Comino, caratterizzata da belle scogliere che servono da protezione nel caso dei forti venti da sud. Non c’è nulla, solo una bella spiaggia dove c’è un ristorantino sulla punta davanti all’isola Rossa (o isola Ruja), che si può raggiungere dalla barca con il tender”. Una buona sosta, navigando verso Arbatax, è Gala Gonone, nel golfo di Orosei, “da dove è consigliabile una visita alle grotte del Bue Marino”.

A destra, le dune bianche a Porto Pino, a sud-ovest della Sardegna, dopo Capo Teulada.

A sud della Sardegna, “un altro punto di riparo dal maestrale è Cala Pira, dopo la quale c’è la penisola di Villasimius, con una spiaggia bellissima, dove si possono passare giornate intere molto tranquille perché la penisola offre ripari per i venti da qualsiasi direzione”. Passata Cagliari (città da visitare), da Pula (dove ci sono gli scavi romani) a Capo Spartivento, c’è una serie di baie bellissime: “La prima è cala Malfatano, dove bisogna stare attenti perché il fondale diventa basso all’improvviso. Qui c’è il Malfatano Beach, un ristorante gestito da due fratelli, Davide ed Emanuele, con i tavolini sulla spiaggia. Bisogna prenotare la mattina, perché loro vanno a prendere il pesce fresco appositamente per la tua cena”. Da Capo Spartivento all’isola di San Pietro, “anche ad agosto c’è pochissima gente, perché non ci sono servizi e c’è vento, ma è una zona con 15 metri di fondo, che si vede in trasparenza e sembra di galleggiare sull’acqua minerale”. Proseguendo verso nord, lungo la costa occidentale, Dudi Coletti consiglia uno stop allo scoglio Pan di Zucchero, “dove è bello stare all’ancora e andare a visitare Porto Flavia, una vecchia miniera su una scogliera ripida. Poi, “attraversato il golfo di Alghero, con Capo Caccia, per tornare a nord dell’isola, chi non ha una barca che pesca troppo, deve assolutamente passare tra Stintino e l’Asinara”.

PAN DI ZUCCHERO Mrs Marietta all’ancora sotto al Pan di Zucchero, il faraglione di 133 metri a sud-ovest della Sardegna. Sotto, a pranzo da O’Francese, sulla spiaggia di Palmarola, con la barca ormeggiata in rada.

 

In alto, la miniera Porto Flavia, sempre in Sardegna.

IL TASSISTA DI REGGIO CALABRIA

Dalla Sardegna verso lo stretto di Messina, Ponza è una fermata obbligata. Tra i tanti ristoranti, bisogna provare quello sulla spiaggia di Cala Feola: “Un chioschetto sugli scogli con qualche tavolino di legno dove si cucina quello che portano i pescatori con le loro barchette”. A Palmarola, a cala del Porto, “c’è un altro ristorantino sulla spiaggia, O’Francese. A Ischia c’è il ristorante Lo Scoglio, a Sant’Angelo, arrampicato sulle rocce, con una bella vista sulla baia”. Il passaggio dello Stretto è sempre bello, con il vento, la bonaccia e con le forti correnti.

A cala Feola, sull’isola di Ponza, c’è un chioschetto sugli scogli dove cucinano il pesce appena pescato

Nel porto di Reggio Calabria c’è una persona che tutti conoscono come il Tassista”, racconta Dudi Coletti. “Appena ormeggi, lui arriva con una Mercedes bianca e ti aiuta a fare tutto: ti porta a fare la spesa nei posti giusti, ti vende le forme di formaggio che tiene nel portabagagli, ti lascia la macchina, se ti serve, e la mattina ti fa trovare i cornetti caldi sulla barca. Quando riparti, gli lasci quello che ritieni opportuno”.

VERSO SUD L’isola di Stromboli con il suo vulcano, uno dei luoghi più affascinanti che si incontrano navigando nel Tirreno del sud dopo avere lasciato Ponza, Palmarola, Ventotene e Ischia, e facendo rotta verso lo Stretto di Messina per poi fare una sosta a Reggio Calabria.

IL FIORDO DI SEBENICO

Lungo la costa della Croazia, si trova un posto più bello dell’altro, dalle isole Incoronate a quelle a sud di Spalato, come Korcula (Curzola) e Hvar, di fronte alla quale c’è l’isola di Sv. Klement, piena di fiordi dove stare in rada. Uno dei posti più affascinanti, però, “è lo stretto che si imbocca tra Zablace e Jadrija e che porta alla città di Sebenico, da dove poi si risale un lungo canale, dove si passa sotto un ponte alto 31 metri, fino ad arrivare a un grande bacino chiuso nell’entroterra”.

Sopra, Mrs Marietta ad Amorgos, alle Cicladi.

 

DA CORFÙ ALLE SPORADI

L’isola di Corfù rappresenta l’ingresso della Grecia. “Dalla marina di Naok si sale a piedi al centro storico dove si trova il ristorante Venetian Well, su una piazzetta nascosta tra i vicoletti”. Da Corfù, la prima meta consigliata è a sud, a Parga, sulla costa.Chi ha la barca piccola, poi, può attraversare il canale di Lefkas per raggiungere l’arcipelago delle isole ioniche. Appena usciti dal canale si trova l’isoletta privata di Skorpios, che fu di Onassis, poi Meganisi, con il fiordo di Port Atheni dove si può ormeggiare fissando le cime sugli olivi a terra”.
Per Dudi Coletti, una delle baie più belle è Porto Leone, a Kalamos: “Un porto naturale dove sei sempre coperto, anche dall’isola davanti di Kastos. Non c’è nulla, solo un ristorantino a conduzione familiare dove cucinano la capra con le patate e un sugo tipico buonissimo”. Scendendo verso sud-ovest, “si incontra l’isola di Atokos, dove è bellissima la One House Bay, una baia verde, con spiaggia bellissima e acqua stupenda”. Dopo aver fatto un salto a Fiskardo, la Portofino delle Ioniche, sull’isola di Cefalonia, si fa rotta verso il canale di Corinto transitando davanti a Messolongi, “che ricorda un paesaggio thailandese. Passato il ponte di Rion, sulla sinistra c’è l’isola di Trizonia, dove si trovano ristoranti grezzi, ma veri, con poca scelta, ma cibo squisito. Un’altra buona sosta è a Itea, da dove si può andare a visitare la splendida Delfi”. Poi si arriva a Corinto e si attraversa lo stretto. Se esce dallo stretto di sera, Dudi Coletti si reca in una rada a poche miglia a sud, a Korfos: “È una ‘pozzanghera’ circondata da ristoranti, ai quali ormeggi lanciandogli le cime”. Poi, rotta sulle Cicladi: Syros, Mykonos e, in mezzo alle due, la piccola Delos. “Poi, bisogna prepararsi a prendere per forza un po’ di ventone se si vuole proseguire verso Samos, prima della quale si trova Fournoi, ricca di rade e dove si pesca molto”.
Quest’anno, Dudi Coletti salirà fino all’isola di Limnos; l’anno scorso ha già navigato tre le Sporadi, arrivando ad Alonninos, Skopelos e Skiathos. “Rispetto alle Cicladi, tra le Sporadi sei fuori dal Meltemi. È dura arrivarci, perché devi risalire il vento da nord, ma una volta arrivato ne sei fuori”. Tra le Sporadi, “Skiathos è la più famosa, quella del film Mamma Mia!; Skopleos è più selvaggia”.
Andrea Falcon

 

 

Related Post

Giornale Della Vela

Il Giornale della Vela nasce dall’idea di creare il primo giornale per gli appassionati di barche a vela e nautica in Italia e, nel corso degli anni, si è imposto come il principale mensile del settore e ha ampliato i suoi orizzonti in eventi e servizi affini: prove di barche, andamento del mercato, accessoristica, vacanze e luoghi da visitare, saloni ed eventi del settore, regate ed eventi sportivi.

Leave A Reply

Altro... Vela
"L’impressione del sole nascente" di Claude Monet: la poesia della pesca all'alba
Beirut: visita in barca nel Mediterraneo dell’Oriente
Giorgio Orsoni: ex sindaco velista che ama l'Adriatico
Chiudi